Alberto Sordi

In memoria di

Alberto Sordi

Personaggio pubblico

Attore e regista

Italiana

15 giugno 192024 febbraio 2003

Nato/a a Roma · Deceduto/a a Roma

Biografia

C'era una Roma popolare e autentica nelle vene di Alberto Sordi, nato il 15 giugno 1920 in via San Cosimato, nel cuore di Trastevere. Suo padre Pietro era professore di musica e suonava la tuba nell'orchestra del Teatro dell'Opera di Roma; sua madre, Maria Righetti, era maestra elementare. Da quella famiglia umile e laboriosa, Alberto ereditò l'amore per la musica e un orecchio finissimo per le voci e i caratteri della sua città, che avrebbe poi trasformato in cinema immortale.

La sua carriera cominciò dalla voce: fu doppiatore, e per anni prestò la propria voce a Oliver Hardy, il grasso della celebre coppia comica. Lavorò nel teatro di rivista e alla radio, affinando quel senso dell'osservazione che sarebbe diventato la sua firma. Il cinema arrivò gradualmente, con ruoli minori, fino agli anni Cinquanta, quando incontrò la regia di Federico Fellini: in Lo sceicco bianco (1952) e ne I vitelloni (1953) emersero già il suo talento e la sua originalità.

Ma fu con Un americano a Roma (1954) di Steno che il pubblico capì chi fosse davvero Alberto Sordi. Nei panni di Nando Mericoni, il romano ossessionato dal mito americano, Sordi mise in scena vizi e debolezze degli italiani con una comicità che era anche affettuosa autocritica. Da allora divenne il volto della commedia all'italiana, accanto a Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi e Nino Manfredi. Sapeva far ridere e, allo stesso tempo, commuovere: i suoi personaggi erano spesso meschini ed egoisti, eppure mai del tutto ridicoli, perché lui li comprendeva troppo bene per disprezzarli.

Negli anni la sua arte si fece più matura e drammatica, e Sordi passò anche dietro la macchina da presa, dirigendo numerosi film. Lavorò con i maggiori registi italiani e recitò in commedie ormai entrate nella memoria collettiva del Paese. La sua vita privata rimase discreta e riservata: non si sposò mai e visse a Roma, la città che aveva raccontato come nessun altro, circondato dall'affetto della sorella e di pochi amici fidati.

Si spense nella sua villa romana, ai piedi delle Terme di Caracalla, nella notte tra il 24 e il 25 febbraio 2003, a ottantadue anni. Per i suoi funerali, celebrati nella basilica di San Giovanni in Laterano, si radunò una folla immensa: Roma piangeva uno dei suoi figli più amati. L'eredità di Alberto Sordi è quella di un attore che ha insegnato al cinema italiano a guardarsi allo specchio con ironia e tenerezza, regalando al Paese un volto, una voce e un modo di ridere di sé che resteranno per sempre.

Galleria(6)

Foresta della Memoria

Tributi(327)

Dediche· 118

Alberto, grazie per aver sempre mantenuto l'umiltà nonostante la grandezza. Sei stato un esempio di uomo, prima ancora che di attore.

Matteo Ferri

2 aprile 2026

Grazie di aver scelto di stare dalla parte dei comuni mortali nei tuoi film, non dei super eroi. Sei rimasto fedele alla gente vera.

Alice Marini

24 marzo 2026

Non ricordo esattamente quando ho iniziato ad amare il cinema italiano. Ricordo esattamente quando ho iniziato ad amare il cinema: quando ho scoperto te.

Beatrice Pellegrini

22 marzo 2026

Candele accese· 209

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