
In memoria di
Fisico, inventore della pila
Italiana
Nato/a a Como · Deceduto/a a Como
Nella Como adagiata sulle rive del suo lago lombardo, il 18 febbraio 1745, nacque un bambino destinato a illuminare il mondo. Alessandro Volta veniva al mondo in una famiglia della nobiltà locale: il padre Filippo apparteneva a un casato rispettabile. Non era una famiglia di scienziati, eppure sarebbe stato proprio lui a lasciare un'impronta incancellabile nella storia della fisica.
Curiosamente, da bambino Alessandro fu lento a parlare, tanto che si temette per il suo sviluppo; ben presto, però, rivelò un'intelligenza vivace e una passione profonda per i fenomeni naturali. Fu in gran parte un autodidatta nel campo che amava: studiò le opere dei grandi scienziati del tempo, intrattenne fitte corrispondenze e soprattutto sperimentò di persona. Il suo interesse si rivolse presto all'elettricità, allora ancora un mistero affascinante e poco compreso.
I suoi primi contributi importanti riguardarono l'elettricità statica e la chimica: ideò l'elettroforo, strumento per generare cariche elettriche, e isolò il gas metano nelle paludi. Ma il momento decisivo arrivò dal confronto con Luigi Galvani. Galvani aveva osservato le contrazioni di una rana toccata da due metalli diversi e le attribuiva a un'"elettricità animale". Volta intuì invece che la vera origine del fenomeno erano i metalli a contatto, non i tessuti viventi.
Da quella intuizione nacque, nel 1799, il suo capolavoro: la pila voltaica. Dischi di rame e zinco alternati, separati da panni imbevuti di acqua salata, generavano per la prima volta una corrente elettrica continua e costante. Volta comunicò la scoperta alla Royal Society di Londra, e la notizia si diffuse rapidamente in tutta Europa. Napoleone Bonaparte, affascinato dalla scienza, lo invitò a Parigi per dimostrare l'invenzione e lo colmò di onori. Per quasi quarant'anni Volta tenne la cattedra di fisica sperimentale all'Università di Pavia, dove fu amato e ammirato dai suoi studenti.
Dietro la fama pubblica, Volta rimase un uomo sobrio e riservato. Sposò Teresa Peregrini, da cui ebbe dei figli, e mantenne sempre un legame profondo con la sua Como. Negli ultimi anni si ritirò nella tenuta di Camnago, dove si spense il 5 marzo 1827, da poco ottantaduenne. L'eredità di Volta non fu soltanto la pila, ma l'insegnamento che la scienza nasce dall'osservazione paziente e dal coraggio di sfidare le certezze. Il suo nome è inciso per sempre nell'unità di misura della tensione elettrica, il volt: il tributo eterno che il mondo riserva a chi seppe domare l'elettricità.
Quando accendo una torcia, penso a te. Grazie per questa invenzione meravigliosa.
— Luigi Martinelli
5 aprile 2026Chi potrebbe scordare l'uomo che ha inventato il modo di catturare l'energia stessa? Tu, Alessandro, sei eterno.
— Barbara Rinaldi
4 aprile 2026Quanti insegnanti come te nascono una volta nella vita? Uno. E il suo nome è Alessandro Volta.
— Emanuela Villa
3 aprile 2026