Andrea Camilleri

In memoria di

Andrea Camilleri

Personaggio pubblico

Scrittore e regista

Italiana

6 settembre 192517 luglio 2019

Nato/a a Porto Empedocle · Deceduto/a a Roma

Biografia

C'era un ragazzo siciliano che amava le storie più di ogni altra cosa. Cresceva a Porto Empedocle, il paese delle miniere di zolfo affacciato sul mare, dove la terra incontrava l'acqua e i personaggi sembravano già tutti pronti, nei visi segnati dalla vita e nelle voci del dialetto. Quel ragazzo era Andrea Camilleri, nato il 6 settembre 1925, destinato a diventare uno dei più amati narratori italiani.

Dopo gli studi, Camilleri si iscrisse alla facoltà di Lettere dell'Università di Palermo, che non portò a termine. La sua vera vocazione lo condusse a Roma, dove tra il 1948 e il 1950 studiò regia all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. Per decenni lavorò come regista e sceneggiatore per il teatro, la radio e la televisione, mettendo in scena soprattutto Pirandello e Beckett e formando intere generazioni di attori. Fu anche uno dei produttori delle prime trasposizioni televisive del commissario Maigret in Italia.

La sua più grande avventura, però, cominciò tardi. Aveva quasi settant'anni quando, nel 1994, diede alle stampe il primo romanzo con protagonista il commissario Montalbano, personaggio ispirato in parte al Maigret di Simenon e ambientato nell'immaginaria Vigàta, trasfigurazione della sua Sicilia. Salvo Montalbano, uomo onesto e amante del buon vivere, fragile e profondamente umano, conquistò milioni di lettori. La genialità di Camilleri stava anche nella lingua: un impasto vivissimo di italiano e dialetto siciliano, musicale e autentico, che dava colore e verità a ogni pagina.

Negli ultimi venticinque anni di vita scrisse instancabilmente: oltre cento libri tra le inchieste di Montalbano, romanzi storici e racconti civili. Le sue opere divennero anche una fortunata serie televisiva che fece amare la Sicilia in tutto il mondo. Tanto successo non gli fece mai perdere le radici né l'impegno civile: uomo colto e ironico, schierato e generoso, restò sempre fedele ai suoi valori. Negli ultimi anni la cecità non lo fermò: continuò a dettare le sue storie.

Il 17 giugno 2019 fu colpito da un arresto cardiaco; dopo un mese di ricovero si spense a Roma il 17 luglio 2019, a novantatré anni. Lasciava un'eredità immensa: non solo i libri, ma un modo nuovo di raccontare l'Italia e la Sicilia, e l'insegnamento che non è mai troppo tardi per dare voce alle proprie storie. Montalbano continua a vivere, e con lui la voce calda e saggia del suo creatore.

Galleria(6)

Foresta della Memoria

Tributi(396)

Dediche· 139

Un maestro della letteratura italiana che ha saputo restare fedele a se stesso per tutta una vita. Questa è la tua eredità vera.

Maurizio Martinelli

18 marzo 2026

Ho avuto la fortuna di frequentare i tuoi corsi. La tua umiltà nonostante la grandezza è stata la lezione più importante.

Michele Leone

16 marzo 2026

Per chi come me ha iniziato a leggere proprio da uno dei tuoi libri, il tuo addio è come perdere un maestro, un confidente, una guida.

Simone Ferrari

12 marzo 2026

Candele accese· 257

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