
In memoria di
Scultore, autore del Toro di Wall Street
Italiana
Nato/a a Vittoria, Ragusa · Deceduto/a a Vittoria, Ragusa
C'è una forza tranquilla in certi uomini che decidono di parlare al mondo non con le parole, ma con il bronzo. Arturo Di Modica era uno di loro. Nato a Vittoria, in provincia di Ragusa, il 26 gennaio 1941, crebbe in una Sicilia ancora segnata dal dopoguerra, dove l'arte sembrava un destino riservato ad altri. Eppure in lui ardeva fin da ragazzo il bisogno di dare forma alla materia, di scolpire ciò che sentiva dentro.
Giovanissimo lasciò la sua isola per inseguire quel richiamo. Studiò all'Accademia di Belle Arti di Firenze, e fu nella città toscana che aprì il suo primo studio, lavorando il marmo di Carrara e il bronzo. La Toscana gli insegnò il mestiere, ma fu l'America a dargli il palcoscenico per la sua visione. Nel 1973 si trasferì a New York, stabilendosi nel cuore pulsante dell'arte contemporanea, deciso a misurarsi con i grandi.
Il momento che lo consegnò alla storia arrivò nel dicembre del 1989. Nella notte del 15, con la complicità di alcuni amici, Di Modica fece collocare di fronte alla Borsa di New York una scultura di bronzo di oltre tremila chili: il Charging Bull, il Toro di Wall Street. Non era una commissione né un incarico ufficiale, ma un dono spontaneo agli Stati Uniti, un simbolo di forza, resilienza e ottimismo dopo gli anni difficili dei mercati. Le autorità inizialmente lo rimossero, ma l'affetto del pubblico fu tale che il Toro tornò poco lontano, dove ancora oggi viene visitato e fotografato da milioni di persone ogni anno.
Quella scultura divenne una delle opere d'arte pubblica più riconoscibili al mondo, tanto da oscurare a volte il nome del suo creatore. Ma Di Modica non smise mai di lavorare, alternando la sua presenza tra New York e la sua Sicilia, scolpendo opere monumentali e coltivando il sogno di lasciare un segno anche nella sua terra natale.
Negli ultimi anni tornò a vivere a Vittoria, dove tutto era cominciato. Lì, dopo aver combattuto contro un tumore, Arturo Di Modica si spense il 19 febbraio 2021, a ottant'anni, chiudendo un cerchio perfetto tra il punto di partenza e quello di arrivo.
La sua eredità non vive soltanto nel bronzo del Toro, ma in un'idea semplice e potente: che la bellezza può essere regalata, che un'opera d'arte può diventare patrimonio di tutti, e che un sogno nato in una piccola città siciliana può davvero parlare al mondo intero.
Caro Arturo, la tua mano ha creato simboli che parleranno per sempre. Riposa sapendo che il tuo messaggio continua.
— Giulia Ferraro
2 aprile 2026Ogni artista qui è rimasto orfano oggi. Eravamo fortunati ad avere un maestro simile ancora vivo.
— Lucia Bianchi
30 marzo 2026Sicilia, New York, il mondo: ovunque la tua arte ha portato orgoglio italiano e innovazione.
— Cristina Santoro
29 marzo 2026