
In memoria di
Direttore d'orchestra
Italiana
Nato/a a Napoli, Italia · Deceduto/a a Roma, Italia
Bastava la sua barba bianca e il movimento elegante e misurato della bacchetta perché il pubblico sorridesse con affetto: Beppe Vessicchio era diventato, nel tempo, il volto buono e rassicurante della musica italiana. Giuseppe Vessicchio, per tutti Peppe, nacque a Napoli il 17 marzo 1956 e fece della direzione d'orchestra e dell'arrangiamento la passione di una vita intera, vissuta sempre con umiltà e dedizione.
Si specializzò nella composizione, nell'arrangiamento e nella direzione orchestrale, costruendo una carriera lunga e ricca di collaborazioni con i grandi nomi della musica italiana: da Gino Paoli, con cui avviò un lungo sodalizio artistico negli anni Ottanta, a Roberto Vecchioni, Zucchero, Mia Martini e Ornella Vanoni. La sua sensibilità musicale, capace di unire tradizione e innovazione, lo rese uno degli arrangiatori più stimati e richiesti del panorama nazionale. In quegli stessi anni suonò chitarra e pianoforte nel gruppo I Trettré, dimostrando una versatilità e una passione per la musica che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita, sempre con quella discrezione che era la sua cifra distintiva.
Ma fu il Festival di Sanremo a renderlo celebre presso il grande pubblico. Dalla sua prima apparizione nel 1990 divenne una presenza fissa e amatissima dell'Ariston, conquistando per tre volte il premio come miglior arrangiatore. La sua bacchetta accompagnò al trionfo ben quattro artisti: la Piccola Orchestra Avion Travel con Sentimento nel 2000, Alexia con Per dire di no nel 2003, Valerio Scanu con Per tutte le volte che nel 2010 e Roberto Vecchioni con Chiamami ancora amore nel 2011. Negli anni divenne anche un beniamino del web, simbolo affettuoso e ironico del Festival.
Si è spento all'ospedale San Camillo di Roma l'8 novembre 2025, a 69 anni, a causa di una polmonite interstiziale che lo strappò improvvisamente all'affetto di tutti. Beppe Vessicchio lascia in eredità la dolcezza di un uomo che amava profondamente la musica e sapeva trasmetterne la bellezza con umiltà e calore. Il suo gesto delicato sul podio resta un simbolo di armonia, gentilezza e passione autentica.
Caro Beppe, eravate eleganza pura. Eravate Italia.
— Anna Serra
15 ore faHo avuto l'onore di essere suo studente. La sua passione per la musica era contagiosa. Non dimenticherò mai le sue lezioni.
— Concetta Bianco
1 giorni faUn grande direttore se n'è andato, ma la sua eredità rimane nei cuori di chi ha ascoltato ogni sua esecuzione.
— Sergio Fontana
1 giorni fa