
In memoria di
Cantante, Soundgarden e Audioslave
Americana
Nato/a a Seattle · Deceduto/a a Detroit
C'era qualcosa di magnetico in Chris Cornell, ma soprattutto c'era quella voce: profonda, potente, dotata di un'estensione straordinaria, capace di passare da note viscerali ad acuti cristallini lasciando senza fiato chi ascoltava. Era il dono di un uomo nato a Seattle il 20 luglio 1964, nella città che stava per diventare l'epicentro di una rivoluzione musicale destinata a cambiare il rock.
Comiciò suonando la batteria da adolescente, ma fu nel canto che trovò il suo vero linguaggio. Nel 1984, a Seattle, fondò insieme al chitarrista Kim Thayil e al bassista Hiro Yamamoto i Soundgarden. Quello che era nato negli scantinati divenne in pochi anni uno dei gruppi simbolo del grunge, con un suono pesante e progressivo. Album come Badmotorfinger e soprattutto Superunknown (1994) li portarono al successo mondiale, grazie a brani come Black Hole Sun e Spoonman: la voce di Cornell si elevava sopra il fragore delle chitarre, angosciata e bellissima al tempo stesso.
Prima ancora del grande successo, Cornell aveva dato vita a Temple of the Dog, progetto nato in omaggio all'amico musicista Andrew Wood prematuramente scomparso, in cui suonarono anche futuri membri dei Pearl Jam. Quando i Soundgarden si sciolsero nel 1997, molti pensarono fosse la fine della sua storia. Si sbagliavano. Nel 2001 fondò gli Audioslave insieme a Tom Morello, Tim Commerford e Brad Wilk dei Rage Against the Machine, pubblicando tre album e portando la sua voce a un nuovo pubblico.
Cornell non dimenticò mai la bellezza della vulnerabilità. Coltivò una ricca carriera solista e album acustici in cui la sua voce poteva respirare e sussurrare senza il peso della distorsione. Nella vita privata fu profondamente legato alla famiglia: sposò Vicky Karayiannis e amò i suoi figli, cercando di bilanciare le pressioni della fama con il desiderio di proteggere chi gli stava vicino. Si impegnò anche in iniziative benefiche e nel sostegno a cause sociali.
Eppure, come molti artisti sensibili, portò dentro di sé battaglie che non sempre erano visibili dal palco. La notte del 18 maggio 2017, a Detroit, poche ore dopo un concerto con i Soundgarden, Chris Cornell si tolse la vita, a 52 anni. Il mondo rimase paralizzato. Ma la sua voce non poteva essere silenziata: continua a echeggiare in ogni Black Hole Sun ascoltato da chi lo ha amato. Chris Cornell ci ha insegnato che la vulnerabilità non è debolezza, ma forse il coraggio più grande che un artista possa avere.
Non ti ho mai incontrato personalmente, ma sento di conoscerti attraverso ogni canzone, ogni intervista, ogni nota.
— Giuseppina Ferrara
31 marzo 2026Maestro assoluto del rock, custode di segreti che non potevi più tenere dentro. Riposa, finalmente.
— Serena Fontana
29 marzo 2026La tua eredità non è solo nella musica. È nel modo in cui hai insegnato a chi ti ascoltava a essere vero e autentico.
— Alfredo Rinaldi
25 marzo 2026