
In memoria di
Cantante
Britannica
Nato/a a Bouth, Regno Unito · Deceduto/a a Londra, Regno Unito
Dietro un pianoforte, con quella voce calda e composta che sembrava raccontare un segreto a ciascuno di noi, Christine McVie è stata il cuore tranquillo di una delle band più amate della storia del rock. Le sue canzoni parlavano d'amore senza mai gridare, e proprio per questo restano indimenticabili, capaci di consolare come una vecchia amica.
Nata Christine Anne Perfect il 12 luglio 1943 nel Lancashire, in Inghilterra, crebbe in una famiglia legata alla musica e studiò pianoforte da bambina, avvicinandosi presto anche alla pittura. Dopo gli esordi nella vivace scena blues britannica degli anni Sessanta, dove si fece notare come pianista e cantante di talento, nel 1970 entrò a far parte dei Fleetwood Mac, gruppo a cui legò per sempre il suo nome dopo il matrimonio con il bassista John McVie.
Fu lei a dare alla band alcune delle sue melodie più luminose. Il punto più alto arrivò con l'album "Rumours" del 1977, uno dei dischi più venduti di sempre, nato tra tensioni sentimentali interne al gruppo e trasformato in pura grazia musicale. Sue sono firme come "Don't Stop", "You Make Loving Fun", la tenerissima "Songbird" e la successiva "Everywhere": brani diventati classici, cantati da generazioni diverse. Con i Fleetwood Mac fu inserita nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1998.
La sua scrittura aveva il dono della semplicità: sapeva cogliere i sentimenti più universali e restituirli con un'eleganza priva di artifici, lasciando che fossero le melodie a parlare al posto delle parole. Dopo aver lasciato la band per dedicarsi a una vita più appartata nella campagna inglese, vi fece ritorno negli anni Duemila, ritrovando il palco, i compagni di sempre e l'affetto del pubblico.
È morta a Londra il 30 novembre 2022, all'età di 79 anni, in seguito a un ictus, circondata dalla sua famiglia dopo una breve malattia. La notizia commosse milioni di persone in tutto il mondo.
Christine McVie ci lascia un repertorio che è diventato il sottofondo di innamoramenti, viaggi e ricominciamenti. La sua eredità è quella rara capacità di mettere in musica i sentimenti più semplici con grazia assoluta, e di farli durare per sempre.
Quando ero adolescente e mi sentivo persa, le tue canzoni mi dicevano che andrò tutto bene. Eri la mia ancora di salvezza.
— Cristian Bianchi
7 giorni faUna donna che non aveva paura di essere se stessa, sul palco e nella vita. Un'ispirazione vera.
— Martina Gentile
8 giorni faQuando ero depresso, ascoltavo Rumours. Ora ascolto Rumours e piango, perché tu non ci sei più. Ma la musica rimane.
— Giuseppina Santoro
14 giorni fa