
In memoria di
Scrittore
Statunitense
Nato/a a Providence, Stati Uniti · Deceduto/a a Santa Fe, Stati Uniti
La sua prosa aveva la durezza e la bellezza del paesaggio che amava raccontare: deserti sconfinati, fiumi di sangue, strade percorse al crepuscolo di un mondo. Cormac McCarthy scrisse di violenza e di tenerezza con una lingua biblica, spogliata di virgolette e di compromessi, e divenne uno dei più grandi romanzieri americani del suo tempo.
Nato a Providence, nel Rhode Island, il 20 luglio 1933, crebbe nel Tennessee, dove la famiglia si trasferì quando era bambino. Studiò senza laurearsi, servì nell'aeronautica e cominciò a scrivere coltivando per anni una povertà quasi monastica, indifferente al successo, ossessionato soltanto dalla pagina. I suoi primi romanzi, ambientati nel profondo Sud americano, gli valsero la stima della critica ma pochi lettori.
La svolta arrivò con la Trilogia della frontiera, il cui primo volume, Cavalli selvaggi (1992), gli valse il National Book Award e finalmente un vasto pubblico; e, prima ancora, con Meridiano di sangue (1985), epopea feroce e visionaria oggi considerata un capolavoro assoluto. Il grande pubblico lo scoprì con Non è un paese per vecchi (2005), da cui i fratelli Coen trassero il celebre film premiato con l'Oscar. L'anno successivo pubblicò La strada, struggente storia di un padre e un figlio in un mondo post-apocalittico, che gli valse il premio Pulitzer.
Riservatissimo, McCarthy concesse pochissime interviste e visse a lungo lontano dai riflettori, frequentando scienziati e ricercatori del Santa Fe Institute, affascinato dalla matematica e dalla fisica tanto quanto dalla letteratura. Nel 2022, a quasi novant'anni, sorprese tutti pubblicando due nuovi romanzi gemelli.
Si spense per cause naturali nella sua casa di Santa Fe, nel Nuovo Messico, il 13 giugno 2023, all'età di ottantanove anni.
Cormac McCarthy ci ha lasciato un'eredità di parole essenziali e potenti, capaci di guardare l'oscurità senza distogliere lo sguardo, ma anche di custodire, in fondo al buio, una fiamma di amore e di speranza. I suoi libri continuano a interrogare il lettore sul bene, sul male e sulla fragile luce che portiamo.
Quando la gente mi chiedeva quale fosse il libro più importante che avessi mai letto, rispondevo sempre con uno dei tuoi. Grazie per questo onore.
— Carmela Martini
11 aprile 2026Un gigante che cammina tranquillo nella valle dell'ombra della morte. Il suo passo è ancora udibile nelle nostre letture.
— Patrizia De Luca
10 aprile 2026Un autore che non scriveva per vendere libri, ma per urlare la verità. Raro e prezioso.
— Riccardo Russo
18 marzo 2026