David Lynch

In memoria di

David Lynch

Personaggio pubblico

Regista

Statunitense

20 gennaio 194616 gennaio 2025

Nato/a a Missoula, Stati Uniti · Deceduto/a a Los Angeles, Stati Uniti

Biografia

C'è una soglia, in ogni film di David Lynch, dove la luce del giorno cede a qualcosa di più profondo: un sipario rosso che ondeggia, un ronzio elettrico nell'aria, un sogno che si confonde con la veglia. Per oltre cinquant'anni quell'uomo dai capelli candidi e dalla voce gentile ha aperto quelle soglie per noi, invitandoci a guardare oltre la superficie ordinata delle cose.

Nato a Missoula, nel Montana, il 20 gennaio 1946, David Keith Lynch crebbe tra piccole città dell'America profonda, figlio di un ricercatore del dipartimento dell'agricoltura. Quell'infanzia di prati ordinati e staccionate bianche gli lasciò un'immagine che avrebbe ribaltato per sempre: l'apparente perfezione che nasconde l'inquietudine. Si formò come pittore, e fu dalla pittura che scivolò quasi per caso verso il cinema, cercando un quadro che potesse muoversi e suonare.

Il suo esordio, Eraserhead (1977), nato da anni di lavoro paziente e ostinato, lo impose come una voce assolutamente nuova. Seguì The Elephant Man (1980), straziante e umanissimo, che gli valse la prima delle sue candidature all'Oscar. Poi Velluto blu (1986) e Cuore selvaggio, fino al capolavoro televisivo che cambiò per sempre il piccolo schermo: Twin Peaks, creato con Mark Frost, dove il mistero della morte di Laura Palmer divenne un'ossessione collettiva. Con Mulholland Drive (2001) raggiunse il vertice della sua poetica del sogno, vincendo il premio per la regia a Cannes.

Lynch fu anche un appassionato divulgatore della meditazione trascendentale, che praticava ogni giorno e a cui attribuiva la sua creatività serena. Diagnosticato di enfisema nel 2020, conseguenza di una vita da fumatore, rivelò la sua condizione nel 2024. Si spense a Los Angeles il 16 gennaio 2025, pochi giorni prima di compiere settantanove anni, dopo che gli incendi che devastavano la California lo avevano costretto a lasciare la sua casa.

Resta il suo sguardo: la capacità di trovare il sublime e il perturbante nelle pieghe del quotidiano, di farci amare il mistero senza pretendere di risolverlo. David Lynch non spiegava i suoi sogni. Ce li regalava, e ci lasciava liberi di abitarli.

Galleria(7)

Foresta della Memoria

Tributi(307)

Dediche· 113

Quando scoprii che facevi meditazione transcendentale capii finalmente da dove veniva tutta quella consapevolezza nei tuoi film.

Beatrice Conti

9 giorni fa

David, il tuo mondo strano e meraviglioso rimarrà per sempre nel nostro cuore.

Paolo Marini

9 giorni fa

I tuoi attori erano marionette dell'inconscio collettivo, e tu eri il burattinaio più affascinante che il cinema abbia mai conosciuto.

Salvatore De Rosa

13 giorni fa

Candele accese· 194

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