Diego Armando Maradona

In memoria di

Diego Armando Maradona

Personaggio pubblico

Calciatore

Argentina

30 ottobre 196025 novembre 2020

Nato/a a Lanus, Argentina · Deceduto/a a Tigre, Argentina

Biografia

Il 30 ottobre 1960, a Lanús, nella provincia di Buenos Aires, nacque un bambino destinato a cambiare il calcio mondiale. Diego Armando Maradona crebbe nel quartiere povero di Villa Fiorito, in una famiglia umile, e fin da piccolo mostrò con il pallone un rapporto che andava oltre il gioco: era come se la palla fosse un'estensione del suo corpo.

Esordì giovanissimo con le giovanili e poi con la prima squadra dell'Argentinos Juniors, lasciando senza fiato chi lo vedeva giocare. Nel 1981 passò al Boca Juniors, la squadra del suo cuore, conquistando subito un campionato. Poco dopo approdò in Europa, prima al Barcellona e poi, nel 1984, al Napoli.

Fu a Napoli che Diego diventò leggenda. Trascinò una squadra fino ad allora senza grandi trofei alla conquista dei suoi primi due scudetti, nel 1986-87 e nel 1989-90, oltre a una Coppa UEFA nel 1989. La città lo amò come si ama un figlio e un fratello, riconoscendo in lui un riscatto collettivo.

Il momento più alto arrivò con la maglia dell'Argentina, ai Mondiali del 1986 in Messico, vinti trascinando la squadra quasi da solo. Nel celebre quarto di finale contro l'Inghilterra segnò due gol entrati nella storia: il discusso "Mano de Dios" e, pochi minuti dopo, una straordinaria progressione palla al piede superando mezza squadra avversaria, ricordata come il "Gol del Secolo".

La sua vita privata fu intensa e tormentata. Padre di più figli, dovette combattere a lungo contro le dipendenze, battaglie che la stessa grandezza sportiva non riuscì a vincere. Dopo il ritiro si reinventò allenatore, continuando a vivere il calcio con la passione di sempre.

Diego Armando Maradona morì il 25 novembre 2020, a Tigre, in Argentina, per un arresto cardiaco, pochi giorni dopo un intervento chirurgico alla testa. Il mondo intero, e in modo particolare Napoli e l'Argentina, lo pianse come uno dei suoi ultimi giganti.

La sua eredità è immortale. Non lasciò soltanto trofei e record, ma l'idea di ciò che il calcio può diventare quando entra nel corpo e nell'anima di un genio. Diego vive ancora in ogni dribbling impossibile e nei sogni di chiunque ami questo gioco.

Galleria(9)

Foresta della Memoria

Tributi(107)

Dediche· 39

Eri il nostro specchio, Diego. Quello che speravamo di diventare. Grazie di tutto.

Nicola Ferraro

20 marzo 2026

Mi hai insegnato che nel calcio non conta quanto sei alto, ma quanto sei grande nel cuore.

Daniele Coppola

18 marzo 2026

A chi ha insegnato al mondo cosa significa amare una palla più che se stessi.

Elena Lombardo

19 gennaio 2026

Candele accese· 68

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