
In memoria di
Cantautore e attore
Italiana
Nato/a a Polignano a Mare · Deceduto/a a Lampedusa
Sulle scogliere bianche di Polignano a Mare, dove l'Adriatico si fa specchio e orizzonte, nacque il 9 gennaio 1928 il bambino che avrebbe insegnato all'Italia a volare. Domenico Modugno crebbe in Puglia respirando la musica popolare del Sud, prima di trasferirsi a Roma per inseguire il sogno dell'arte. Studiò all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, mosse i primi passi tra cinema e teatro negli anni Cinquanta, e cominciò a comporre canzoni in dialetto e in italiano, costruendosi con pazienza un mestiere fatto di voce, gesto e poesia.
La svolta arrivò il 1° febbraio 1958, quando «Nel blu dipinto di blu», scritta con Franco Migliacci, trionfò al Festival di Sanremo, interpretata insieme a Johnny Dorelli. La canzone, presto conosciuta in tutto il mondo come «Volare», divenne un fenomeno globale: nel 1959, alla prima edizione dei Grammy Awards, fu il primo brano della storia a vincere sia il premio come Disco dell'anno sia come Canzone dell'anno. Un italiano, con le braccia spalancate, aveva conquistato l'America.
Non fu un fuoco di paglia. Modugno continuò a scrivere e cantare per decenni — da «Vecchio frac» a «Piange… il telefono» — alternando i palcoscenici alla recitazione, sempre fedele a quella vena teatrale che faceva di ogni sua interpretazione un piccolo dramma cantato. La sua voce calda e la sua presenza scenica innovativa, rivoluzionaria per l'epoca, segnarono la nascita della canzone d'autore italiana.
Il 16 giugno 1984, mentre conduceva un programma televisivo, un grave ictus lo colpì, lasciandolo parzialmente paralizzato e segnandone profondamente la vita. Modugno non si arrese: trasformò la prova in impegno civile. Eletto deputato del Partito Radicale, si batté con tenacia per i diritti dei malati psichiatrici, in particolare per le condizioni disumane dell'ospedale di Agrigento, di cui ottenne la chiusura.
Si spense il 6 agosto 1994 nella sua casa di Lampedusa, stroncato da un infarto, a sessantasei anni. Domenico Modugno lascia all'Italia molto più di una canzone immortale: ha dimostrato che la musica del nostro Paese poteva parlare al mondo intero senza perdere la propria anima. Ogni volta che qualcuno intona «Volare», quel suo invito alla libertà e al sogno torna a librarsi, intatto, sopra le teste di tutti.
Un artista completo, tra il palcoscenico e lo schermo. Sei stato grande in tutto quello che hai fatto.
— Domenico Costa
19 marzo 2026Ricordo di aver visto uno dei tuoi film con mia madre quando ero bambino. Momenti preziosi, indimenticabili.
— Daniela De Rosa
24 febbraio 2026La tua versatilità era rara nei tuoi tempi. Potevi fare tutto e tutto lo facevi con eccellenza.
— Massimo Moretti
22 febbraio 2026