
In memoria di
Politico
Italiana
Nato/a a Sassari · Deceduto/a a Padova
Enrico Berlinguer nacque a Sassari il 25 maggio 1922, in una famiglia sarda di tradizione liberale e democratica. Il padre Mario era avvocato e uomo politico antifascista; la madre, Mariuccia Loriga, apparteneva anch'essa alla buona borghesia cittadina. In quel clima di cultura e di principi, il giovane Enrico maturò presto una coscienza critica che, negli anni bui del fascismo, lo avrebbe portato verso l'impegno politico.
Nel 1943 si iscrisse al Partito Comunista Italiano, scegliendo la militanza in un momento drammatico della storia nazionale. Da allora la sua ascesa fu costante: dirigente della Federazione Giovanile Comunista, uomo dell'apparato di partito, fino a diventarne segretario generale nel 1972. Guidò il PCI in uno dei periodi più difficili della Repubblica, segnato dagli anni di piombo e da profonde tensioni sociali.
Il suo contributo più originale fu la proposta del compromesso storico: l'idea che le grandi forze popolari del Paese, comunisti e cattolici democristiani, potessero collaborare per salvaguardare la democrazia. Insieme a questa visione portò avanti una linea di autonomia dall'Unione Sovietica: aveva condannato l'invasione della Cecoslovacchia del 1968 e si fece interprete dell'eurocomunismo, una via occidentale e democratica al socialismo.
Uomo sobrio e di rigore quasi austero, Berlinguer fece della «questione morale» il cuore del suo messaggio politico, denunciando il malcostume e l'occupazione dei partiti nelle istituzioni. Nella vita privata era riservato e schivo: nel 1957 aveva sposato Letizia Laurenti, donna profondamente cattolica e lontana dalla scena pubblica, dalla quale ebbe quattro figli. Pur diversissimi per fede e carattere, restarono uniti per quasi trent'anni.
Il 7 giugno 1984, durante un comizio a Padova, fu colto da un ictus mentre parlava alla folla. Morì quattro giorni dopo, l'11 giugno, a sessantadue anni. I suoi funerali a Roma furono una manifestazione di popolo senza precedenti, che riunì persone di ogni orientamento. L'eredità di Enrico Berlinguer non è quella di un rivoluzionario, ma di un riformatore che credeva nel dialogo, nell'onestà e nell'indipendenza del pensiero: una lezione di coerenza che il tempo non ha cancellato.
Sei stato leader di un grande partito, ma ti ricordo più come un maestro che come un capo.
— Filippo De Luca
4 aprile 2026Enrico, non so se la storia ti darà ragione su tutto, ma so che su molte cose già l'ha fatto.
— Rita Gatti
30 marzo 2026Enrico, la tua eredità continua a guidarci verso una politica più onesta e consapevole.
— Enrico Mariani
26 marzo 2026