Eugenio Scalfari

In memoria di

Eugenio Scalfari

Personaggio pubblico

Giornalista, fondatore di Repubblica

Italiana

6 aprile 192414 luglio 2022

Nato/a a Civitavecchia · Deceduto/a a Roma

Biografia

C'era nello sguardo di Eugenio Scalfari la curiosità inesauribile di chi vuole capire il proprio tempo prima ancora di raccontarlo. Nato a Civitavecchia il 6 aprile 1924, trascorse parte dell'adolescenza a Sanremo, dove ebbe come compagno di banco Italo Calvino. Si laureò in giurisprudenza, ma il diritto non bastava a contenere la sua sete di parole e di idee.

La sua avventura nel giornalismo cominciò nel 1950, collaborando con testate come Il Mondo di Mario Pannunzio e L'Europeo. Negli stessi anni partecipò, con il gruppo degli "Amici del Mondo", alla fondazione del Partito Radicale (1955), di cui fu anche vicesegretario. Erano gli anni in cui l'Italia repubblicana cercava la propria voce, e Scalfari decise che quella voce sarebbe passata anche attraverso un nuovo modo di fare informazione.

Nel 1955 contribuì alla nascita de L'Espresso, settimanale di cui divenne direttore dal 1963 al 1968: un giornalismo d'inchiesta, scomodo, capace di mettere a nudo il potere. Fu anche deputato alla Camera tra il 1968 e il 1972, ma il suo posto restava la redazione, non l'aula.

Il capolavoro della sua vita arrivò nel 1976, quando fondò La Repubblica: il primo numero uscì in edicola il 14 gennaio 1976. Era un giornale laico, progressista, con una grafica nuova e uno stile più diretto, pensato per una generazione di lettori che cercava informazione e opinione insieme. Ne fu direttore fino al 1996, guidandolo attraverso gli anni di piombo, la fine della Prima Repubblica e i grandi scandali italiani. Anche dopo aver lasciato la direzione, continuò a firmare i suoi editoriali domenicali, vero appuntamento di dibattito pubblico.

Negli ultimi anni si interrogò sul senso ultimo delle cose, sulla fede e sull'assenza di essa, in un dialogo pubblico e privato che colpì molti. Si spense a Roma il 14 luglio 2022, a 98 anni.

L'eredità di Scalfari non è soltanto un grande giornale ancora vivo: è l'idea che l'informazione sia un esercizio di democrazia, che porre domande scomode sia un dovere civile. A intere generazioni di giornalisti ha insegnato che scrivere significa assumersi una responsabilità verso chi legge.

Galleria(2)

Foresta della Memoria

Tributi(384)

Dediche· 140

Quarant'anni di giornalismo puro, senza scorciatoie. Una carriera che resta un monumento alla libertà di stampa.

Barbara Coppola

6 aprile 2026

Un gigante che se n'è andato, ma la sua ombra rimane lunga su tutto il giornalismo italiano contemporaneo.

Teresa Bianchi

4 aprile 2026

Ho avuto la sorte di frequentare i corsi di giornalismo che teneva. Mi ha insegnato che la ricerca della verità non è una professione, è una vocazione.

Monica Vitale

23 marzo 2026

Candele accese· 244

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