
In memoria di
Cantautore e regista
Italiana
Nato/a a Jonia, Catania · Deceduto/a a Milo, Catania
C'era qualcosa di inafferrabile in Franco Battiato fin dalla giovinezza, nelle terre vulcaniche della Sicilia orientale. Nato a Ionia, oggi parte di Riposto, in provincia di Catania, il 23 marzo 1945, conservò sempre un legame profondo con la sua isola. Dopo gli studi al liceo scientifico di Acireale, ancora ragazzo si trasferì a Roma e poi a Milano, dove iniziò la sua avventura musicale.
Gli anni Settanta lo videro protagonista di una ricerca sperimentale rara nel panorama italiano, tra rock progressivo, musica elettronica e avanguardia, con album come Fetus (1972). Ma fu alla fine del decennio che trovò la sua voce inconfondibile: da L'era del cinghiale bianco (1979) e Patriots (1980) fino al capolavoro La voce del padrone (1981), primo album italiano a superare il milione di copie.
Le sue canzoni univano riferimenti filosofici, mistici e culturali a melodie capaci di toccare tutti: brani come Centro di gravità permanente, Voglio vederti danzare e, più avanti, La cura divennero parte della memoria collettiva. Album come Fisiognomica (1988) confermarono un artista che non smetteva mai di cercare. La sua voce limpida, quasi quella di un maestro che condivide una verità, fu il suo marchio di fabbrica; per questo lo chiamavano "il Maestro".
Battiato non fu solo musicista: dipinse con lo pseudonimo di Süphan Barzani, diresse film e curò ogni aspetto della propria estetica, in un progetto totale di espressione. Coltivò inoltre un lungo sodalizio con il filosofo Manlio Sgalambro, autore di molti suoi testi. Negli ultimi anni si ritirò a Milo, alle pendici dell'Etna, il vulcano della sua infanzia. Colpito da una malattia con cui conviveva da tempo, si spense nella sua casa il 18 maggio 2021, a 76 anni.
La sua eredità è quella di un artista che non ha mai compromesso la propria visione, che ha insegnato come si possa essere insieme profondamente personali e universali. Le sue canzoni continuano a parlare a chi sa ascoltare, come messaggi dal mondo interiore di un uomo in eterna ricerca.
Tra Bach e il Mediterraneo, tra Gurdjieff e la modernità. Franco, il tuo mondo era sterminato e sempre coerente.
— Michele Sala
20 marzo 2026La Sicilia, la ricerca spirituale, l'estetica, la provocation intellettuale. Tutto quello che amavi continua a brillare in chi ti ammirava.
— Elena Sala
11 marzo 2026Non era solo un cantautore, era un intellettuale che sceglieva di comunicare con melodie invece che con sermoni.
— Daniela Gentile
10 marzo 2026