
In memoria di
Politico, Commissario europeo
Italiana
Nato/a a Roma · Deceduto/a a Roma
C'è un'idea precisa di servizio dello Stato che Franco Frattini portò con sé per tutta la vita: discreta, competente, costruita più sui risultati che sulle parole. Nato a Roma il 14 marzo 1957, crebbe coltivando una vocazione per il diritto che lo avrebbe accompagnato dai banchi dell'università fino alle più alte cariche istituzionali italiane ed europee. Magistrato di formazione, entrò giovane nell'amministrazione, scegliendo una strada fatta di studio rigoroso e di senso delle istituzioni.
La sua carriera politica prese forma a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila. Fu Ministro della Funzione Pubblica e, soprattutto, due volte Ministro degli Affari Esteri: dal 2002 al 2004 e poi dal 2008 al 2011, nei governi guidati da Silvio Berlusconi. In quegli anni rappresentò l'Italia in una stagione internazionale densa e complessa, dialogando con i grandi dossier della diplomazia, dai vertici del G8 alle relazioni con i partner europei e mediterranei.
Tra il 2004 e il 2008 Frattini fu Commissario europeo, con la delega alla Giustizia, alla libertà e alla sicurezza, e la carica di vicepresidente della Commissione. Si trovò così a gestire materie delicatissime — immigrazione, cooperazione giudiziaria, diritti fondamentali, sicurezza nel difficile clima del dopo 11 settembre — cercando sempre la via della mediazione tra i diversi Stati membri senza rinunciare ai principi di fondo. Chi lo conobbe lo ricorda come un uomo equilibrato, capace di ascoltare e di costruire compromessi alti.
Negli anni successivi continuò a operare nel diritto internazionale, come arbitro e consulente, e tornò infine alle istituzioni come Presidente del Consiglio di Stato, incarico che ricoprì nel 2022, l'ultimo anno della sua vita. La dimensione pubblica non gli fece mai perdere la riservatezza che lo caratterizzava: anche la malattia che lo colpì fu vissuta lontano dai riflettori.
Franco Frattini si spense a Roma il 24 dicembre 2022, a sessantacinque anni, dopo una malattia oncologica, presso il Policlinico Gemelli. Aveva sessantacinque anni. Lascia l'eredità di un servitore dello Stato che ha saputo coniugare competenza giuridica, vocazione europea e misura personale. Non proclami, ma lavoro paziente e affidabile: forse la più sobria e la più solida delle eredità che un uomo delle istituzioni possa consegnare.
Ho avuto l'onore di conoscerlo personalmente e posso dire che dietro l'uomo pubblico c'era una persona di straordinaria gentilezza e profonda cultura. La sua assenza si sente ancora.
— Giovanni Bruno
5 aprile 2026Un uomo che capiva l'importanza della diplomazia nel nostro tempo.
— Maurizio Messina
3 aprile 2026Franco Frattini, un uomo che ha servito l'Italia e l'Europa con dedizione e competenza, lasciando un'impronta indelebile nelle istituzioni.
— Giuseppina Fontana
29 marzo 2026