
In memoria di
Regista teatrale e cinematografico
Italiana
Nato/a a Firenze · Deceduto/a a Roma
C'era qualcosa di profondamente fiorentino nel modo in cui Franco Zeffirelli guardava il mondo: l'amore per la forma, per la bellezza che si fa racconto. Nato a Firenze il 12 febbraio 1923, crebbe nella città che aveva insegnato all'Europa a vedere, e da lì trasse quel senso innato della scena e dell'immagine che avrebbe segnato tutta la sua opera.
Nel dopoguerra si avvicinò al teatro e al cinema lavorando come assistente di Luchino Visconti, dal quale apprese il rigore estetico e la cura quasi maniacale del dettaglio. Ma Zeffirelli volle presto un linguaggio tutto suo, più generoso e popolare. Si affermò dapprima come scenografo e regista di teatro e di opera lirica, costruendo allestimenti sontuosi per i più grandi teatri del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York.
Il cinema gli diede fama internazionale. Firmò La bisbetica domata (1967) con Elizabeth Taylor e Richard Burton, e soprattutto Romeo e Giulietta (1968), che gli valse una candidatura all'Oscar per la regia e che rese Shakespeare accessibile a intere generazioni di giovani senza tradirne la poesia. Nel 1977 diresse la celebre miniserie televisiva Gesù di Nazareth, vista da centinaia di milioni di spettatori e ancora oggi trasmessa nel mondo a Natale e a Pasqua. Tra le sue opere successive, l'Amleto (1990) con Mel Gibson.
La regia di Zeffirelli univa l'amore per la bellezza formale a una sincera attenzione al sentimento. I suoi costumi sontuosi, le sue inquadrature curate, non erano mai pura decorazione: cercavano sempre una verità emotiva capace di raggiungere lo spettatore. Sapeva valorizzare gli attori giovani e dare nuova vita ai classici, dal palcoscenico allo schermo.
Franco Zeffirelli morì a Roma il 15 giugno 2019, a novantasei anni, dopo una lunga vita di lavoro. La sua eredità non sta soltanto nei singoli film o spettacoli, ma in un modo di intendere l'arte: la bellezza come strada verso la comprensione dell'animo umano, non come fuga dalla realtà. In un'epoca incline al cinismo, la sua lezione — che la forma conta quanto la sostanza — continua a parlare a chi ama il teatro e il cinema.
Franco, i tuoi film sono lezioni di vita travestite da intrattenimento.
— Angela Vitale
6 aprile 2026Un artista che non aveva paura di essere sensibile, di mostrare il cuore attraverso la forma. Raro. Unico.
— Paolo Rizzo
6 aprile 2026Sapevi che il cinema poteva essere poesia. Sapevi che il teatro poteva essere preghiera. E lo hai dimostrato per una vita intera.
— Silvia Rossi
31 marzo 2026