Franco Zeffirelli

In memoria di

Franco Zeffirelli

Personaggio pubblico

Regista teatrale e cinematografico

Italiana

12 febbraio 192315 giugno 2019

Nato/a a Firenze · Deceduto/a a Roma

Biografia

C'era qualcosa di profondamente fiorentino nel modo in cui Franco Zeffirelli guardava il mondo: l'amore per la forma, per la bellezza che si fa racconto. Nato a Firenze il 12 febbraio 1923, crebbe nella città che aveva insegnato all'Europa a vedere, e da lì trasse quel senso innato della scena e dell'immagine che avrebbe segnato tutta la sua opera.

Nel dopoguerra si avvicinò al teatro e al cinema lavorando come assistente di Luchino Visconti, dal quale apprese il rigore estetico e la cura quasi maniacale del dettaglio. Ma Zeffirelli volle presto un linguaggio tutto suo, più generoso e popolare. Si affermò dapprima come scenografo e regista di teatro e di opera lirica, costruendo allestimenti sontuosi per i più grandi teatri del mondo, dalla Scala di Milano al Metropolitan di New York.

Il cinema gli diede fama internazionale. Firmò La bisbetica domata (1967) con Elizabeth Taylor e Richard Burton, e soprattutto Romeo e Giulietta (1968), che gli valse una candidatura all'Oscar per la regia e che rese Shakespeare accessibile a intere generazioni di giovani senza tradirne la poesia. Nel 1977 diresse la celebre miniserie televisiva Gesù di Nazareth, vista da centinaia di milioni di spettatori e ancora oggi trasmessa nel mondo a Natale e a Pasqua. Tra le sue opere successive, l'Amleto (1990) con Mel Gibson.

La regia di Zeffirelli univa l'amore per la bellezza formale a una sincera attenzione al sentimento. I suoi costumi sontuosi, le sue inquadrature curate, non erano mai pura decorazione: cercavano sempre una verità emotiva capace di raggiungere lo spettatore. Sapeva valorizzare gli attori giovani e dare nuova vita ai classici, dal palcoscenico allo schermo.

Franco Zeffirelli morì a Roma il 15 giugno 2019, a novantasei anni, dopo una lunga vita di lavoro. La sua eredità non sta soltanto nei singoli film o spettacoli, ma in un modo di intendere l'arte: la bellezza come strada verso la comprensione dell'animo umano, non come fuga dalla realtà. In un'epoca incline al cinismo, la sua lezione — che la forma conta quanto la sostanza — continua a parlare a chi ama il teatro e il cinema.

Foresta della Memoria

Tributi(181)

Dediche· 67

Franco, i tuoi film sono lezioni di vita travestite da intrattenimento.

Angela Vitale

6 aprile 2026

Un artista che non aveva paura di essere sensibile, di mostrare il cuore attraverso la forma. Raro. Unico.

Paolo Rizzo

6 aprile 2026

Sapevi che il cinema poteva essere poesia. Sapevi che il teatro poteva essere preghiera. E lo hai dimostrato per una vita intera.

Silvia Rossi

31 marzo 2026

Candele accese· 114

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