
In memoria di
Calciatore e allenatore
Tedesca
Nato/a a Monaco di Baviera · Deceduto/a a Salisburgo
C'era un'eleganza inconfondibile nel modo in cui Franz Beckenbauer trattava il pallone: misura, intelligenza, anticipo. Non la forza bruta, ma la lettura del gioco. Nato a Monaco di Baviera l'11 settembre 1945, pochi mesi dopo la fine della guerra, crebbe in una città che si ricostruiva, e da quei campi di periferia portò fino ai vertici del calcio mondiale un talento raro e una compostezza che gli valsero il soprannome di Kaiser, l'imperatore.
La sua carriera è legata indissolubilmente al Bayern Monaco, dove giocò da professionista dal 1965 al 1977, totalizzando centinaia di presenze e vincendo cinque titoli di Bundesliga, la Coppa delle Coppe nel 1967 e soprattutto tre Coppe dei Campioni consecutive (1974, 1975, 1976). Da capitano e leader silenzioso, reinventò il ruolo del difensore: è universalmente considerato l'inventore del libero moderno, il difensore che imposta l'azione, esce palla al piede e costruisce dal basso, anziché limitarsi a contenere.
Con la nazionale della Germania Ovest collezionò 103 presenze. Il momento più alto da giocatore arrivò nel 1974, quando da capitano alzò la Coppa del Mondo nel Mondiale disputato in casa. La sua carriera lo portò poi negli Stati Uniti, al New York Cosmos, dove contribuì a far conoscere il calcio al pubblico americano accanto a campioni come Pelé.
Appese gli scarpini al chiodo, iniziò il secondo capolavoro, da allenatore. Nel 1990 guidò la nazionale tedesca al trionfo nel Mondiale di Italia '90: un'impresa che lo rese uno dei pochissimi ad aver vinto la Coppa del Mondo sia da capitano che da commissario tecnico. Restò poi una figura di riferimento del calcio mondiale, dirigente e icona vivente.
Franz Beckenbauer si spense il 7 gennaio 2024, a settantotto anni, serenamente nel sonno, circondato dai suoi cari. Il mondo del calcio si fermò a ricordarlo. La sua eredità è profonda: insegnò che la difesa può essere arte, che l'intelligenza tattica vale quanto la forza, che si può essere leader senza alzare la voce. Ogni difensore che costruisce dal basso segue, in fondo, la strada tracciata dal Kaiser.
Un uomo che ha calcato i campi più importanti del mondo sempre con lo stesso sorriso discreto e superiore.
— Carlo Moretti
31 marzo 2026Grazie per aver reso il calcio più bello, più intelligente, più umano.
— Andrea Marchetti
30 marzo 2026A Franz, che ha trasformato il ruolo del difensore in qualcosa di straordinario e immortale.
— Laura Palumbo
13 marzo 2026