
In memoria di
Cantante dei Queen
Britannica
Nato/a a Stone Town, Zanzibar · Deceduto/a a Londra
C'era un'energia rara nel modo in cui Freddie Mercury saliva su un palco: la capacità di tenere in pugno uno stadio intero con un gesto, una nota tenuta all'infinito, un sorriso. Dietro la teatralità si nascondeva un artista raffinato e profondamente umano, capace di trasformare gioia, dolore e ricerca di identità in alcune delle canzoni più amate di sempre.
Nacque il 5 settembre 1946 a Stone Town, a Zanzibar, con il nome di Farrokh Bulsara, da una famiglia parsi di origine indiana e fede zoroastriana. Trascorse parte dell'infanzia in collegio in India, dove scoprì il pianoforte e la passione per la musica. Da adolescente la famiglia si trasferì in Inghilterra, e fu a Londra che il giovane Farrokh costruì la propria nuova identità, scegliendo il nome d'arte di Freddie Mercury.
All'inizio degli anni Settanta incontrò Brian May, Roger Taylor e John Deacon: nacquero i Queen, una band in cui teatralità, ambizione musicale e virtuosismo tecnico si fondevano in modo irripetibile. Il successo arrivò con Bohemian Rhapsody (1975), composizione di quasi sei minuti che sfidava ogni regola della radio dell'epoca e divenne un capolavoro immortale. Seguirono brani entrati nella storia: We Are the Champions, Somebody to Love, Don't Stop Me Now, Another One Bites the Dust, Killer Queen.
Dal vivo era inarrivabile. L'esibizione al Live Aid del 1985, a Wembley, resta una delle più celebri della storia del rock: venti minuti che catturarono l'essenza della sua arte. La sua voce, dall'estensione e dal controllo straordinari, era uno strumento perfetto per le sue ambizioni. La vita privata rimase invece riservata: legato a lungo a Mary Austin, sua confidente di sempre, e negli ultimi anni a Jim Hutton.
Gli anni finali furono segnati dalla lotta contro l'AIDS, allora circondato da stigma e paura. Freddie continuò a creare fino all'ultimo: l'album Innuendo (1991) fu registrato mentre la salute peggiorava. Annunciò pubblicamente la malattia il giorno prima di morire, il 24 novembre 1991 a Londra, a soli quarantacinque anni, per complicazioni legate all'AIDS. La sua eredità è incalcolabile: i Queen continuano a emozionare nuove generazioni, e Freddie resta simbolo di libertà creativa, autenticità e coraggio di vivere secondo i propri termini.
Un artista senza compromessi, un'anima ribelle che ha cambiato la musica per sempre. Riposa in pace, leggenda.
— Mario Costa
4 aprile 2026Freddie, la tua voce continuerà a vivere nei nostri cuori per sempre. Grazie per la musica.
— Giorgia Costa
30 marzo 2026Ascoltando Another One Bites the Dust ho capito che la musica non ha limiti. Ascoltando la tua storia ho capito che nemmeno le persone dovrebbero averne. Sei immortale.
— Enrico Marchetti
24 marzo 2026