Gigi Riva

In memoria di

Gigi Riva

Personaggio pubblico

Calciatore, record gol Nazionale

Italiana

7 novembre 194422 gennaio 2024

Nato/a a Leggiuno · Deceduto/a a Cagliari

Biografia

C'era una volta un ragazzo nato in provincia di Varese, a Leggiuno, che avrebbe lasciato un segno indelebile nel cuore di milioni di italiani. Gigi Riva — Luigi all'anagrafe — non era soltanto un calciatore: era l'incarnazione di un sogno di riscatto e di gloria. Nato il 7 novembre 1944, conobbe da giovane il dolore della perdita e la durezza di un'infanzia segnata dai lutti familiari, esperienze che forgiarono il suo carattere riservato e tenace.

La svolta della sua vita arrivò nel 1963, quando dal Legnano passò al Cagliari, allora in Serie B. Fu l'inizio di una storia d'amore con la Sardegna destinata a durare per sempre. Con la maglia rossoblù Riva scrisse una leggenda: ala sinistra dal sinistro potentissimo e dallo straordinario gioco aereo, trascinò la squadra dalla Serie B fino alla vetta del calcio italiano, diventando il simbolo di un'isola intera.

Il capolavoro arrivò nella stagione 1969-70, quando il Cagliari conquistò il suo primo e unico scudetto: Riva segnò 21 gol in 28 partite, cuore pulsante di un'impresa storica. Con il club sardo, dove giocò per tutta la carriera, mise a segno oltre 200 reti, rifiutando per fedeltà le offerte dei grandi club del Nord.

Con la Nazionale italiana divenne immortale: 35 gol in 42 presenze, un record di marcature che resiste da decenni e che lo consacra come miglior bomber azzurro di sempre. Fu protagonista della vittoria al Campionato Europeo del 1968 e della cavalcata fino alla finale del Mondiale del 1970 in Messico. Per la sua potenza e il suo istinto sotto porta lo chiamavano "Rombo di Tuono".

Quel che colpiva, oltre ai numeri, era la sua umanità: uomo semplice, umile, schivo, legato profondamente alla Sardegna che lo aveva accolto come un figlio. Restò a vivere a Cagliari, amato da un popolo intero, ricoprendo a lungo il ruolo di dirigente accompagnatore della Nazionale. Si spense il 22 gennaio 2024, a settantanove anni, all'ospedale Brotzu di Cagliari, dopo un infarto. La sua eredità non si misura solo in gol: è fatta di dedizione, fedeltà e passione genuina. Rimane il simbolo di un'epoca aurea del calcio italiano e dell'amore tra un campione e la sua terra.

Galleria(7)

Foresta della Memoria

Tributi(429)

Dediche· 159

Il più grande attaccante della Nazionale italiana. Non è opinione, è storia scritta nei numeri e nei cuori.

Giuseppina Conte

5 aprile 2026

La memoria di un campione non muore. Continuerai a vivere in tutti noi che ti abbiamo amato.

Valerio Rizzo

28 marzo 2026

Lavoravo come giornalista quando giocavi. Seguirti era un privilegio, non un dovere. Sei stato il sogno di chi amava veramente il calcio.

Pietro Lombardo

26 marzo 2026

Candele accese· 270

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