
In memoria di
Calciatore
Italiana
Nato/a a Cernusco sul Naviglio · Deceduto/a a Babsk, Polonia
C'era qualcosa di straordinariamente pulito nel modo in cui Gaetano Scirea giocava a calcio. Non era il difensore della forza bruta o dei gesti plateali, ma un interprete elegante e intelligente del suo ruolo, capace di leggere il gioco con un anticipo quasi soprannaturale. Nato a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, il 25 maggio 1953, portò con sé fin da giovane una compostezza e una signorilità che avrebbero segnato ogni suo movimento in campo e ogni suo gesto fuori.
Esordì in Serie A con l'Atalanta, dove giocò due stagioni dal 1972, mettendosi presto in luce per la sua intelligenza tattica. Nel 1974 passò alla Juventus, club con cui avrebbe trascorso tutto il resto della carriera, fino al 1988. In bianconero divenne uno dei più grandi liberi della storia del calcio, custode raffinato della difesa e regista arretrato dell'azione.
Con la Juventus vinse praticamente tutto: sette scudetti, due Coppe Italia, la Coppa UEFA, la Coppa delle Coppe e, nel 1985, la Coppa dei Campioni, oltre alla Supercoppa europea e alla Coppa Intercontinentale. Formò con Claudio Gentile una coppia difensiva entrata nella leggenda, complementare e affiatata.
Con la Nazionale italiana vestì l'azzurro 78 volte. Partecipò ai Mondiali del 1978 e del 1982, e proprio in Spagna '82 fu protagonista del trionfo iridato che resta uno dei momenti più gloriosi della storia calcistica italiana. La sua presenza in campo era discreta ma fondamentale, fatta di posizionamenti perfetti e di letture impeccabili.
Quel che lo rendeva speciale, però, andava oltre il campo: era un uomo di poche parole, riservato, di rara umiltà, ricordato da tutti per la sua integrità morale. Conclusa la carriera, restò nel mondo bianconero come collaboratore. Il 3 settembre 1989, mentre si trovava in Polonia in missione di osservazione per la Juventus, perse la vita in un terribile incidente stradale presso Babsk: aveva soltanto trentasei anni. La sua morte prematura lasciò un vuoto incolmabile. L'eredità di Scirea vive nella memoria di chi lo vide giocare: il simbolo di un calcio in cui l'eleganza e la correttezza erano forme d'arte. Un difensore perfetto e un uomo migliore.
Volevo ringraziarti personalmente di avermi mostrato come si difende con intelligenza e bellezza. Sei stato il mio insegnamento migliore.
— Alice Parisi
13 marzo 2026Riporta in mente i tuoi gol, i tuoi assist, i tuoi interventi. Tutto era perfetto, tutto era pensato. Eri un genio, Gaetano.
— Antonio Mariani
1 febbraio 2026Capitano mio, sei partito troppo presto. Ma quello che hai lasciato resterà per sempre nei campi d'Italia.
— Patrizia Vitale
29 gennaio 2026