
In memoria di
Attore
Statunitense
Nato/a a San Bernardino, Stati Uniti · Deceduto/a a Santa Fe, Stati Uniti
Aveva il dono raro di scomparire dentro i suoi personaggi, rendendo straordinario ciò che sembrava ordinario. Gene Hackman, nato Eugene Allen Hackman a San Bernardino, in California, il 30 gennaio 1930, attraversò un'infanzia difficile, segnata dall'abbandono del padre, e ancora adolescente mentì sull'età per arruolarsi nei Marines. Solo più tardi, dopo molti lavori umili e anni di gavetta, trovò la sua strada nella recitazione, studiando insieme all'amico Dustin Hoffman.
La consacrazione arrivò nel 1971 con Il braccio violento della legge (The French Connection) di William Friedkin, dove il suo ruvido e ossessivo detective Popeye Doyle gli valse l'Oscar come miglior attore. Da allora costruì una delle carriere più solide e versatili di Hollywood: indimenticabili il fragile e paranoico sorvegliante de La conversazione (1974) di Francis Ford Coppola, il villain Lex Luthor nella saga di Superman, e i ruoli intensi in Spaventapasseri, Mississippi Burning e Nemico pubblico.
Nel 1992 vinse un secondo Oscar, come miglior attore non protagonista, per lo spietato sceriffo "Little" Bill di Gli spietati di Clint Eastwood. Negli anni successivi alternò dramma e commedia con la stessa naturalezza, fino a chiudere la carriera nel 2004 con la brillante commedia I Tenenbaum di Wes Anderson, che gli valse un Golden Globe. Vinse inoltre due Golden Globe, un BAFTA e numerosi altri premi nel corso di una carriera lunga oltre quarant'anni. Si ritirò poi serenamente a vita privata a Santa Fe, dove si dedicò con passione alla scrittura di romanzi storici, pubblicandone diversi insieme al coautore Daniel Lenihan.
Fu trovato senza vita nella sua casa di Santa Fe, nel New Mexico, il 26 febbraio 2025, all'età di 95 anni, insieme alla moglie Betsy Arakawa. Le indagini accertarono che era deceduto intorno al 18 febbraio per una grave malattia cardiovascolare, con la malattia di Alzheimer come fattore concomitante. Restano le sue interpretazioni, lezioni di verità, sobrietà e misura per chiunque ami il cinema.
Tuo padre è stato il primo attore che mi ha insegnato cosa significa vivere un personaggio. La tua dedizione all'arte mi ha ispirato per tutta la vita.
— Stefano Gallo
9 giorni faLa sua lezione più grande non è stata tecnica, ma spirituale: insegnò che il lavoro onesto è sempre nobile.
— Laura Galli
11 giorni faUn maestro che non si è mai abbandonato all'autocompiacimento. Fino alla fine hai cercato il vero, il giusto, l'eccellente.
— Claudia D'Amico
18 giorni fa