Giacinto Facchetti

In memoria di

Giacinto Facchetti

Personaggio pubblico

Calciatore

Italiana

18 luglio 19424 settembre 2006

Nato/a a Treviglio · Deceduto/a a Milano

Biografia

In una sera di luglio del 1942, a Treviglio, nella campagna lombarda, nasceva un bambino che avrebbe cambiato il modo di interpretare il ruolo del terzino. Si chiamava Giacinto Facchetti, e portava con se' la determinazione silenziosa e il senso del dovere tipici della sua terra.

Approdo' all'Inter nel 1960, e con la maglia nerazzurra trascorse l'intera carriera, fino al 1978. In un calcio in cui i difensori erano soprattutto uomini di muscoli e contrasto, Facchetti introdusse qualcosa di nuovo: un terzino sinistro alto, elegante e atletico, capace di difendere e poi risalire il campo fino a segnare. Reinvento' di fatto il ruolo, anticipando il terzino moderno che attacca quanto difende.

Fu protagonista della Grande Inter di Helenio Herrera, una delle squadre piu' vincenti della storia: con i nerazzurri conquisto' quattro scudetti, due Coppe dei Campioni (1964 e 1965) e due Coppe Intercontinentali, disputando complessivamente oltre seicento partite ufficiali e diventando capitano e bandiera del club. Con la maglia della Nazionale colleziono' quasi cento presenze: indosso' la fascia di capitano e, da leader del gruppo, alzo' al cielo dello stadio Olimpico la Coppa Henri Delaunay nel 1968, quando l'Italia vinse il suo primo Campionato Europeo. Partecipo' a tre Mondiali, sfiorando il titolo nella finale del 1970.

Uomo sobrio e riservato, Facchetti incarnava un'idea di sport fatta di lealta' e misura, senza clamore. Dopo il ritiro rimase legato all'Inter, di cui divenne presidente nel gennaio del 2004, continuando a rappresentare i valori che ne avevano fatto un simbolo amato anche oltre i confini della tifoseria.

Si spense a Milano il 4 settembre 2006, a sessantaquattro anni, dopo una lunga malattia, un tumore al pancreas. La citta' e il mondo del calcio lo salutarono con un'emozione che andava ben oltre i confini della tifoseria, e in suo onore l'Inter ritiro' la maglia numero 3, gesto raro e quasi sacro. La sua eredita' vive nei terzini che salgono in attacco come cosa naturale e nel ricordo di un campione che seppe essere grande senza mai bisogno di gridarlo, un uomo che onoro' la sua squadra e il suo Paese con rara coerenza e una signorilita' che ne fecero un modello di sportivita' per intere generazioni.

Galleria(6)

Foresta della Memoria

Tributi(208)

Dediche· 77

Caro Facchetti, la tua dedizione all'Inter per tutta la tua carriera è stata bellissima. In un'epoca di trasferimenti, tu sei rimasto fedele.

Sara Villa

19 marzo 2026

Per chi ha amato il calcio vero, quello di una volta, Giacinto Facchetti rappresenta tutto quello che era bello dello sport. Un privilegio averti visto giocare.

Giuseppe Conti

9 marzo 2026

Quarant'anni sono passati e ancora non riesco a credere che non sei più qui. La Serie A ha perso uno dei suoi pilastri fondamentali.

Matteo Valentini

8 marzo 2026

Candele accese· 131

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