
In memoria di
Calciatore e presidente Juventus
Italiana
Nato/a a Barengo, Novara · Deceduto/a a Torino
C'era una volta un ragazzo di Barengo, un piccolo paese del Novarese, che sognava il pallone come altri sognano il futuro. Era il 4 luglio 1928 quando nacque Giampiero Boniperti, destinato a diventare una delle figure piu' iconiche del calcio italiano e il simbolo per eccellenza di una sola maglia.
Nel 1946, a soli diciotto anni, firmo' con la Juventus, e quell'incontro divenne il suo destino. Vi sarebbe rimasto per quindici stagioni, fino al ritiro nel 1961, senza mai vestire un'altra casacca. Attaccante completo, intelligente e generoso, Boniperti formo' insieme a John Charles e Omar Sivori il leggendario Trio Magico che trascino' i bianconeri al vertice. Con la Juventus conquisto' cinque scudetti e due Coppe Italia, di cui sette stagioni da capitano, lasciando il segno come uno dei migliori giocatori della sua epoca.
Con la maglia della Nazionale colleziono' trentotto presenze, partecipando ai Mondiali del 1950 e del 1954 e alle Olimpiadi del 1952. Era un leader dentro e fuori dal campo: rispettato dai compagni, mai arrogante, sempre dedito al sacrificio e all'esempio piu' che alle parole.
Quando appese le scarpe al chiodo, la sua storia con la Juventus non finì: anzi, prese una piega ancora piu' significativa. Nel 1971 ne divenne presidente, ruolo che ricopri' fino al 1990, prima di proseguire come amministratore delegato e poi presidente onorario. Sotto la sua guida la societa' visse un'epoca d'oro, culminata nella conquista della Coppa dei Campioni del 1985 e in un lungo dominio in Italia. Boniperti non era un dirigente da scrivania: viveva il club, parlava con i giocatori, custodiva quella cultura bianconera che lo aveva formato.
Uomo riservato e di poche parole, mantenne sempre legami profondi con Torino, citta' che lo aveva adottato. Si spense il 18 giugno 2021, a novantadue anni, per un'insufficienza cardiaca. Il suo lascito e' un modo di intendere il calcio professionale ma umano, vincente ma dignitoso: una grandezza che continua ogni volta che si parla della Juventus, di cosa significhi essere capitano e di come si possa vincere restando fedeli a se stessi.
Il tuo modo di intendere il calcio come responsabilità, non solo come gioco, resterà il tuo insegnamento più prezioso.
— Rita Romano
5 aprile 2026Mi piace pensare che da lassù continuerai a guardare la Juventus giocare, come hai fatto per tutta la vita.
— Lorenzo Ferrara
3 aprile 2026La Juventus senza Giampiero non è la stessa. Parte della sua anima se ne va con te.
— Cristian Gallo
29 marzo 2026