Giampiero Galeazzi

In memoria di

Giampiero Galeazzi

Personaggio pubblico

Giornalista sportivo, Bisteccone

Italiana

18 maggio 194612 novembre 2021

Nato/a a Roma · Deceduto/a a Roma

Biografia

C'era qualcosa di inconfondibile nel modo in cui Giampiero Galeazzi raccontava lo sport: quella voce calda e travolgente, capace di salire fino al grido di entusiasmo nei momenti decisivi. Era nato a Roma il 18 maggio 1946, e prima ancora di diventare un volto della televisione era stato un atleta vero.

Laureato in economia, Galeazzi fu infatti un canottiere di livello nazionale: campione italiano nel singolo nel 1967 e poi nel due con Giuliano Spingardi nel 1968, sfioro' la convocazione olimpica per i Giochi di Citta' del Messico. Da quel mondo, fatto di fatica e disciplina, porto' nel giornalismo una conoscenza diretta dello sforzo degli atleti che pochi colleghi potevano vantare.

Entro' poi in Rai, prima alla radio e poi in televisione, diventando uno dei piu' amati telecronisti sportivi italiani. Le sue telecronache di canottaggio sono rimaste leggendarie, vissute fin nelle ultime bracciate con una partecipazione quasi fisica. Ma Galeazzi fu anche inviato a bordocampo per le grandi partite di Serie A, presenza fissa della Domenica Sportiva e conduttore di 90esimo minuto negli anni Novanta. La sua corporatura imponente gli valse il soprannome affettuoso di Bisteccone, diventato per il pubblico quasi un sinonimo di domenica pomeriggio davanti al televisore.

Cio' che lo distingueva era la capacita' di raccontare le persone, non i numeri: le emozioni, le fatiche, le storie dietro ogni vittoria e ogni sconfitta. Lavorava con la meticolosita' di chi considera il proprio mestiere una forma d'arte, e con un calore umano che arrivava dritto a chi lo ascoltava.

Negli ultimi anni la salute lo mise alla prova con una lunga malattia, affrontata con la stessa tenacia che da atleta lo aveva portato a remare fino all'ultima bracciata. Si spense a Roma, la sua citta', il 12 novembre 2021, a settantacinque anni. La sua eredita' non e' soltanto nelle migliaia di dirette che ha firmato, ne' nei premi e nel grande affetto del pubblico, ma nel modo in cui ha insegnato a una generazione di giornalisti che lo sport si racconta come specchio delle passioni, delle fatiche e dei sogni delle persone, mai come spettacolo vuoto.

Foresta della Memoria

Tributi(413)

Dediche· 152

Una vita dedicata alla Italiana e allo sport. Un esempio di dedizione e professionalità che resterà per sempre.

Elisa Lombardo

1 aprile 2026

La domenica non sarà più la stessa senza di te. Ma continuerò ad ascoltare le tue partite registrate.

Sergio Vitale

29 marzo 2026

Un gentiluomo del giornalismo in un'epoca dove la gentilezza è diventata rara. Grazie di tutto.

Maria Greco

16 marzo 2026

Candele accese· 261

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