
In memoria di
Calciatore e allenatore
Italiana
Nato/a a Cremona · Deceduto/a a Londra
C'era qualcosa di luminoso in Gianluca Vialli, una qualita' che andava oltre il talento calcistico. Nato a Cremona il 9 luglio 1964, crebbe in quella Lombardia operosa dove il calcio era sogno e riscatto. Non era il piu' veloce ne' il piu' forte fisicamente, ma possedeva un'intelligenza di gioco cristallina e una determinazione che lo portarono lontano.
Fu alla Sampdoria, dal 1984 al 1992, che divento' grande. Attaccante elegante e generoso, segno' decine di gol e, insieme a quella squadra indimenticabile, scrisse la pagina piu' bella della storia blucerchiata: lo storico scudetto del 1991, tre Coppe Italia e la Coppa delle Coppe del 1990. Nel 1991 vinse anche il titolo di capocannoniere della Serie A.
Passo' poi alla Juventus, dove tra il 1992 e il 1996 si impose tra i grandi attaccanti d'Europa, conquistando uno scudetto e, da capitano, alzando al cielo la Champions League nella finale del 1996 vinta contro l'Ajax. Quel trionfo resto' uno dei momenti piu' alti della sua carriera.
Ebbe poi il coraggio di reinventarsi in Inghilterra, al Chelsea, dove divenne player-manager portando un pezzo di calcio italiano a Londra e vincendo FA Cup, Coppa di Lega, Coppa delle Coppe e Supercoppa UEFA. Dopo il ritiro continuo' come allenatore e poi come stimato opinionista, raccontando il calcio con gentilezza e profondita', e affianco' la Nazionale come capo delegazione nel cammino verso il trionfo europeo del 2021.
Proprio negli ultimi anni affronto' la sua battaglia piu' dura, un tumore al pancreas, con una dignita' e un coraggio che commossero il mondo dello sport: non si nascose, non chiese pieta', continuo' a vivere e a insegnare con l'esempio. Gianluca Vialli si spense a Londra nel gennaio del 2023, a cinquantotto anni, lasciando un vuoto enorme nel calcio italiano e nel cuore dell'amico di sempre Roberto Mancini, con cui aveva condiviso i trionfi della Sampdoria. Lascia non solo trofei e record, ma il ricordo di un uomo che aveva capito che il calcio e' vita, e che la vita e' l'occasione di lasciare il mondo un po' migliore di come lo si e' trovato. Resta, di lui, quella presenza luminosa e quella capacita' di raccontare il bello e il difficile con la stessa generosita' con cui aveva sempre giocato.
Un campione che non si è mai dimenticato da dove veniva. Riposa con la consapevolezza di aver lasciato un segno profondo.
— Serena Bianco
31 marzo 2026Ti ricordiamo con lo stesso entusiasmo di quando alzavi le braccia al cielo. Sei immortale nel nostro cuore.
— Federico Ferrara
20 marzo 2026Quando eri in campo sapevamo che avremmo lottato fino alla fine. Quella mentalità non la dimenticherà mai nessuno.
— Marta Moretti
11 marzo 2026