
In memoria di
Stilista
Italiana
Nato/a a Piacenza, Italia · Deceduto/a a Milano, Italia
C'è un'eleganza che non grida, che non ha bisogno di colori sgargianti o di forme eccessive per imporsi: è l'eleganza che Giorgio Armani ha insegnato al mondo intero. Nato a Piacenza l'11 luglio 1934, cresciuto in tempo di guerra in una famiglia di condizioni modeste, portò con sé per tutta la vita quel rigore sobrio e quella misura che sarebbero diventati la sua firma inconfondibile.
Da ragazzo intraprese gli studi di medicina all'Università di Milano, prima di lasciarli e prestare servizio nell'esercito italiano. Fu poi vetrinista alla Rinascente di Milano, dove iniziò a respirare da vicino il mondo della moda e a coltivare un gusto che non avrebbe mai più abbandonato. La svolta arrivò collaborando con la maison Cerruti, finché nel 1975 fondò la propria casa di moda. Da lì nacque una rivoluzione silenziosa: la giacca destrutturata, le linee morbide e pulite, una nuova idea di eleganza maschile e femminile che ridefiniva il modo di vestire contemporaneo.
Le sue giacche e i suoi completi, dalle linee morbide e dai colori spesso neutri, ridisegnarono il guardaroba di uomini e donne, vestendo anche il cinema e contribuendo a portare il suo nome a Hollywood. Negli anni Ottanta e Novanta il suo impero crebbe con Emporio Armani, Armani Jeans, Armani Exchange, e poi profumi, occhiali, accessori, fino al debutto dell'alta moda con Armani Privé nel 2005. Il suo nome divenne sinonimo del made in Italy nel mondo, espandendosi nella musica, nello sport e nell'ospitalità di lusso. Restò sempre al timone della sua azienda, custode geloso e instancabile di una visione che non delegava a nessuno, lavorando fino agli ultimi giorni con la dedizione di chi ama profondamente il proprio mestiere.
Si è spento nella sua amata Milano il 4 settembre 2025, a 91 anni. La sua camera ardente, allestita all'Armani/Teatro, fu attraversata da migliaia di persone venute a rendergli omaggio. Giorgio Armani lascia un'eredità che va ben oltre gli abiti: ha insegnato che la vera bellezza è essenziale, che il lusso più alto è la semplicità, che lo stile è una forma di rispetto verso sé stessi e verso gli altri. Il suo modo di intendere l'eleganza continua a vestire il mondo, discreto e immortale come l'uomo che lo creò.
Un maestro che ha insegnato al mondo che l'eleganza non ha età, non ha genere, non ha confini. Riposa bene, caro Giorgio.
— Stefano Ferrari
4 giorni faCiao Giorgio. Ancora oggi indosso uno dei tuoi completi grigio perla per i giorni importanti. Mi sento un po' più forte, un po' più me stesso.
— Pietro Russo
7 giorni faHo indossato i tuoi abiti nei giorni più importanti della mia vita. Oggi indosso il tuo ricordo.
— Claudia Leone
15 giorni fa