
In memoria di
Presidente della Repubblica
Italiana
Nato/a a Napoli · Deceduto/a a Roma
Nella Napoli del 1925 nacque un uomo destinato a diventare uno dei custodi più saggi della democrazia italiana. Giorgio Napolitano venne al mondo il 29 giugno in una città colta e contraddittoria, che plasmò la sua sensibilità verso le ingiustizie sociali e il suo amore per la cultura.
Formatosi negli anni del fascismo, partecipò alla Resistenza e nel 1945 aderì al Partito Comunista Italiano, scelta che allora richiedeva coraggio. Per decenni fu una delle figure più autorevoli del PCI, leader della corrente "migliorista", riformatrice e dialogante. Deputato dal 1953, intellettuale fine e parlamentare rispettato, seppe rappresentare una sinistra di governo, attenta alle istituzioni e all'Europa. Fu presidente della Camera dei deputati dal 1992 al 1994, poi ministro dell'Interno, e infine europarlamentare.
Il 2006 segnò la svolta della sua vita pubblica: venne eletto Presidente della Repubblica, primo ex comunista a salire al Quirinale. Affrontò il ruolo con una serietà che divenne punto di riferimento nei momenti più difficili del Paese, dalla crisi finanziaria del 2011 alle tensioni politiche che minacciavano la stabilità. Nel 2013, di fronte a un Parlamento incapace di eleggere un successore, accettò con riluttanza una rielezione senza precedenti, restando in carica fino alle dimissioni del gennaio 2015. Fu il più longevo presidente nella storia repubblicana.
Nella vita privata rimase legatissimo alla moglie Clio Bittoni, sua compagna per oltre settant'anni, e ai due figli. Uomo di stile sobrio ed elegante, intellettuale raffinato e amante della cultura, incarnò una concezione alta delle istituzioni, fatta di equilibrio e senso dello Stato, pur tra le critiche di chi lo giudicava troppo interventista. Le sue allocuzioni pubbliche erano eventi in cui storia, memoria civile e attualità si intrecciavano.
Quando Giorgio Napolitano si spense a Roma il 22 settembre 2023, a 98 anni, l'Italia gli tributò i primi funerali di Stato laici della sua storia per un ex capo dello Stato. Resta il ricordo di un testimone vivente del Novecento italiano, un ponte tra le lotte del passato e la democrazia del presente, e la convinzione che uno Stato è forte quando è custodito da uomini di coscienza.
Ho scattato una foto accanto a te nel 1998. L'ho incorniciata e terrò per tutta la vita.
— Bruno Villa
28 marzo 2026Ho pianto quando ho sentito la notizia. Non pensavo mi avrebbe colpito così tanto.
— Marco Ricci
24 febbraio 2026Napolitano ha incarnato il rispetto per le istituzioni. Un esempio luminoso.
— Carmela Fontana
18 febbraio 2026