Giulio Andreotti

In memoria di

Giulio Andreotti

Personaggio pubblico

Politico

Italiana

14 gennaio 19196 maggio 2013

Nato/a a Roma · Deceduto/a a Roma

Biografia

Roma, 14 gennaio 1919: in una città ancora segnata dagli ultimi sussulti dell'Italia liberale nacque Giulio Andreotti, destinato a diventare uno dei protagonisti più discussi e longevi della storia politica italiana del Novecento. Cresciuto in un ambiente profondamente cattolico, attivo fin da giovane nell'associazionismo studentesco di matrice cristiana, fece dell'intelligenza e della prudenza i tratti distintivi della sua intera esistenza.

La sua vita politica iniziò sul serio nel dopoguerra. Tra i fondatori della Democrazia Cristiana accanto ad Alcide De Gasperi, di cui fu stretto collaboratore, fu eletto all'Assemblea Costituente nel 1946 e poi deputato ininterrottamente per decenni. Non aveva il carisma dell'oratore, ma possedeva una conoscenza quasi cartografica dei meandri del potere e un'ironia tagliente diventata proverbiale.

Ricoprì quasi ogni incarico di governo: ministro della Difesa, dell'Interno, degli Esteri, del Bilancio. Soprattutto, fu sette volte Presidente del Consiglio tra il 1972 e il 1992, attraversando gli anni della Guerra Fredda, del terrorismo e del "compromesso storico". I suoi governi non furono innovativi, ma garantirono stabilità in un'Italia attraversata da acque pericolose. Nel 1991 fu nominato senatore a vita.

È impossibile però ricordare Andreotti senza le ombre che lo accompagnarono. Negli anni Novanta fu processato per presunti legami con Cosa Nostra: i tribunali lo assolsero, pur accertando contatti risalenti, ma quell'ombra non si cancellò mai del tutto dalla sua reputazione, simbolo dei lati opachi della Prima Repubblica.

Nella vita privata fu uomo riservato e di abitudini sobrie. Nel 1945 aveva sposato Livia Danese, da cui ebbe quattro figli; cattolico osservante, frequentava la messa quotidiana e leggeva moltissimo.

Si spense a Roma il 6 maggio 2013, a novantaquattro anni. La sua eredità resta complessa e sfuggente come l'uomo stesso: maestro della mediazione e difensore della stabilità, fu anche il volto degli equilibri non scritti di un'epoca intera. Non un eroe né un cattivo, ma il ritratto fedele dei suoi tempi e dei loro compromessi.

Galleria(9)

Foresta della Memoria

Tributi(328)

Dediche· 116

Un collega universitario che ha insegnato proprio su di te mi disse: "Andreotti è il nostro Metternich". Ora capisco cosa intendeva.

Barbara Fabbri

4 aprile 2026

Un ricordo ai miei figli: questo era Giulio Andreotti. Studiatelo, imparate da lui come si deve amare il proprio Paese.

Alessandro Fabbri

1 aprile 2026

Ho scelto la politica perché credevo ancora che fosse possibile fare quello che hai fatto tu: servire con intelligenza e integrità.

Fabio Marchetti

27 marzo 2026

Candele accese· 212

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