
In memoria di
Politico e diplomatico
Statunitense
Nato/a a Furth, Germania · Deceduto/a a Kent, Connecticut, Stati Uniti
Pochi nomi del Novecento evocano insieme il fascino del potere e il peso delle scelte storiche come quello di Henry Kissinger. Nato a Fürth, in Germania, il 27 maggio 1923 in una famiglia ebrea, conobbe da bambino l'ombra crescente del nazismo. Nel 1938 i Kissinger fuggirono dalla persecuzione e raggiunsero New York, dove il giovane Heinz divenne Henry e imparò una nuova lingua mentre studiava di sera e lavorava di giorno per aiutare la famiglia.
Naturalizzato statunitense, servì nell'esercito durante la Seconda guerra mondiale e tornò in Europa con la divisa americana, in quella stessa Germania che lo aveva costretto all'esilio. Concluso il conflitto, studiò ad Harvard, dove ottenne il dottorato e divenne uno dei più brillanti studiosi di relazioni internazionali della sua generazione, fondando il proprio pensiero su un realismo lucido e talvolta spietato, attento più agli equilibri di forza che alle ideologie.
La sua carriera pubblica raggiunse l'apice negli anni della presidenza Nixon, quando fu Consigliere per la sicurezza nazionale e poi Segretario di Stato, ruolo mantenuto anche con Gerald Ford. Fu artefice della distensione con l'Unione Sovietica, dell'apertura diplomatica alla Cina di Mao nel 1972 e della cosiddetta diplomazia della navetta in Medio Oriente. Nel 1973 ricevette il Premio Nobel per la Pace per l'accordo che pose fine al coinvolgimento americano nella guerra del Vietnam, un riconoscimento che restò sempre oggetto di acceso dibattito.
Il suo nome resta legato ai grandi snodi della Guerra fredda, dai colloqui sul controllo degli armamenti con Mosca alla complessa partita degli equilibri tra Washington, Pechino e il blocco sovietico. La sua visione, fondata sull'idea che la stabilità tra le grandi potenze venisse prima di ogni altra cosa, segnò profondamente la politica estera americana e la cultura diplomatica di un'intera epoca.
Figura tanto ammirata quanto controversa, Kissinger fu lodato per la sua acutezza strategica e criticato con durezza per le conseguenze di alcune delle sue politiche. Lasciato l'incarico, continuò per oltre quarant'anni a influenzare il dibattito mondiale come consulente, conferenziere e autore di numerosi libri di storia e diplomazia, ricevuto da capi di Stato e di governo di ogni continente fino alla tarda età. Anche da centenario non smise di scrivere e di riflettere sui grandi temi del mondo contemporaneo.
Si spense il 29 novembre 2023 nella sua casa di Kent, in Connecticut, all'età di cento anni. Lascia l'eredità complessa di un uomo che attraversò un secolo intero, dalla fuga di un bambino dal terrore al tavolo delle decisioni che hanno disegnato il mondo, incarnando come pochi altri, nel bene e nelle ombre, il volto della diplomazia moderna.
Non possiamo separare il grande diplomatico dalle decisioni controverse. Ma possiamo riconoscere la grandezza della sua influenza storica.
— Barbara Mancini
5 giorni faRicordo ancora il documentario che guardai all'università dedicato alla sua apertura della Cina. Quel momento mi ispirò a studiare relazioni internazionali.
— Chiara Caruso
1 maggio 2026Una mente che attraversava confini: storico, stratega, intellettuale, consigliere. Difficile da categorizzare, impossibile da ignorare.
— Cristina Caruso
26 aprile 2026