
In memoria di
Attrice e cantante
Britannica
Nato/a a Londra, Regno Unito · Deceduto/a a Parigi, Francia
C'era in lei una grazia senza sforzo, fatta di frangetta scomposta, sorriso luminoso e un'eleganza che non aveva bisogno di essere ricercata. Inglese di nascita e francese per amore, Jane Birkin divenne l'incarnazione di un'epoca, una musa che seppe però essere molto più di un'ispirazione: un'artista, una donna libera, una voce gentile e impegnata.
Nata a Londra il 14 dicembre 1946, figlia di un ufficiale della Marina e di un'attrice, mosse i primi passi nel cinema britannico apparendo nel celebre Blow-Up (1966) di Michelangelo Antonioni. Ma la sua vita cambiò nel 1968, quando incontrò sul set del film Slogan il cantautore Serge Gainsbourg. Tra loro nacque un amore intenso e creativo che avrebbe segnato la storia della cultura francese.
Insieme incisero, nel 1969, Je t'aime... moi non plus, brano dal sussurro sensuale che fu bandito da molte radio e condannato dal Vaticano, diventando per questo un fenomeno mondiale. Jane proseguì poi una lunga e fertile carriera musicale e cinematografica. Anche dopo la fine della relazione con Gainsbourg incise album celebri come Baby Alone in Babylone (1983), scritto per lei dal cantautore, e recitò per registi come Jacques Doillon, Jacques Rivette e Agnès Varda, che le dedicò il ritratto Jane B. par Agnès V.. Madre di tre figlie, tra cui le artiste Charlotte Gainsbourg e Lou Doillon, seppe trasformare con voce sempre più matura il dolore privato in canto.
Il suo nome è legato anche a un oggetto leggendario: la borsa Birkin di Hermès, nata da un incontro casuale su un aereo. Eppure Jane non amava i feticci del lusso; nel 2015 chiese pubblicamente alla maison di togliere il suo nome dal modello in coccodrillo, per protesta contro il trattamento riservato agli animali.
Donna impegnata in cause umanitarie e per i diritti, affrontò con dignità gli ultimi anni segnati dalla malattia. Fu trovata senza vita nella sua casa di Parigi il 16 luglio 2023, a settantasei anni. La Francia la pianse come una delle sue figlie più amate.
Jane Birkin resta il simbolo di una libertà gentile e di un'eleganza autentica, capace di unire due culture e di trasformare la fragilità in una forma di grazia. La sua voce, sussurrata e vera, continua a commuovere.
Decenni di carriera, decenni di bellezza, decenni di arte. E ancora sembra tutto troppo breve.
— Luca Romano
6 giorni faHo pianto ascoltando "Je t'aime... moi non plus" pensando a te. Una canzone che vivrà per sempre.
— Raffaele Mariani
14 giorni faSei stata la Beatrice di molti di noi, colei che ci ha mostrato la via verso una forma più autentica di bellezza.
— Cinzia Sala
16 giorni fa