Johan Cruyff

In memoria di

Johan Cruyff

Personaggio pubblico

Calciatore e allenatore

Olandese

25 aprile 194724 marzo 2016

Nato/a a Amsterdam · Deceduto/a a Barcellona

Biografia

C'era qualcosa di sovrumano nel modo in cui Johan Cruyff si muoveva sul campo: sembrava leggere il gioco con un anticipo che nessun altro possedeva. Quell'uomo magro, dai capelli lunghi e dallo sguardo penetrante, avrebbe rivoluzionato il calcio mondiale due volte, prima come campione e poi come allenatore e filosofo del pallone.

Hendrik Johannes Cruijff nacque ad Amsterdam il 25 aprile 1947, in una famiglia modesta che viveva a pochi passi dallo stadio dell'Ajax. Perse il padre quando aveva dodici anni, e il calcio divenne il suo rifugio. Cresciuto nel vivaio dell'Ajax, esordì in prima squadra a diciassette anni e si impose presto come il cuore di una squadra che avrebbe dominato l'Europa.

Con l'Ajax vinse tre Coppe dei Campioni consecutive (1971, 1972 e 1973), incarnando il "calcio totale" in cui ogni giocatore poteva occupare ogni posizione. Portava il numero 14 sulla schiena, eppure tutti sapevano chi fosse il vero numero uno. Nel 1973 il trasferimento al Barcellona sbalordì il mondo: nella sua prima stagione riportò i blaugrana al titolo dopo quattordici anni. Ai Mondiali del 1974, da capitano dell'Olanda, incantò con il suo "Clockwork Orange" e con la celebre finta che porta il suo nome, vincendo il Pallone d'Oro del torneo nonostante la sconfitta in finale contro la Germania Ovest.

Appese gli scarpini al chiodo per reinventarsi in panchina. Tornato al Barcellona come allenatore nel 1988, costruì il leggendario Dream Team, che nel 1992 conquistò a Wembley la prima Coppa dei Campioni della storia del club, e dominò la Liga. La sua idea di un calcio bello, intelligente e coraggioso plasmò per sempre la scuola blaugrana e le sue accademie giovanili.

Fumatore per gran parte della vita, fu colpito dal cancro ai polmoni. Si spense a Barcellona il 24 marzo 2016, a sessantotto anni, e il mondo del calcio pianse un maestro. La sua eredità non sta solo nei trofei, ma in un modo di intendere il gioco: ogni volta che vediamo una squadra muoversi con fluidità e visione quasi telepatica, stiamo guardando l'eredità di Johan Cruyff.

Galleria(7)

Foresta della Memoria

Tributi(317)

Dediche· 116

Otto Champions League vinte dalle tue idee. Otto trofei che portano il tuo nome nel cuore. Non è poco, è infinito.

Alice Martini

1 aprile 2026

Caro Johan, il tuo calcio era pulito, veloce e decisivo. Esattamente come era la tua anima.

Roberto Giordano

31 marzo 2026

Sei stato la ragione per cui ho iniziato a giocare a calcio. Eri il motivo per cui amavo il gioco più di tutto al mondo.

Valentina Giordano

30 marzo 2026

Candele accese· 201

Condividi questo memoriale