
In memoria di
Rapper e cantante
Americana
Nato/a a Chicago · Deceduto/a a Chicago
Nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2019, la musica perse una voce che aveva appena iniziato a mostrare tutto il suo potenziale. Juice WRLD, il ragazzo che aveva trasformato il dolore in melodie ipnotiche, se ne andò a soli ventuno anni. Ma la sua storia non comincia con quella tragedia: comincia con un bambino che trovava nella musica ciò che non riusciva a dire a parole.
Jarad Anthony Higgins nacque il 2 dicembre 1998 a Chicago e crebbe nei sobborghi della città. Avvicinatosi giovanissimo agli strumenti, imparò a suonare il pianoforte e maturò una sensibilità melodica che lo avrebbe distinto da molti suoi coetanei. Cresciuto tra hip-hop, rock ed emo, iniziò a registrare musica nella propria cameretta con strumenti essenziali e una determinazione senza confini, caricando i primi brani su SoundCloud, la piattaforma che in quegli anni stava lanciando una nuova generazione di artisti. Più che inseguire le visualizzazioni, cercava di connettersi con le persone attraverso l'emozione pura.
La svolta arrivò nel 2018 con Lucid Dreams, costruito su un campionamento di Shape of My Heart di Sting: un brano intimo e vulnerabile sul dolore di un amore finito, in cui milioni di persone si riconobbero. La canzone scalò la Billboard Hot 100 e fece di lui una stella. Quello stesso anno, dopo il contratto con la Interscope, pubblicò l'album d'esordio Goodbye & Good Riddance, con brani come All Girls Are the Same e Lean Wit Me, ritratto onesto di depressione, perdita e fragilità.
Nel marzo del 2019 uscì il secondo album, Death Race for Love, che consolidò la sua posizione nella scena. Juice WRLD parlava apertamente delle proprie battaglie con l'ansia e la dipendenza, usando la musica come terapia in un momento in cui pochi artisti osavano farlo con tanta sincerità.
La mattina dell'8 dicembre 2019, atterrato all'aeroporto Midway di Chicago, fu colto da una crisi e morì poco dopo: l'autopsia accertò un'overdose accidentale di oppioidi. Aveva ventuno anni. La sua eredità non si misura solo nei miliardi di ascolti, ma nell'impatto emotivo su una generazione: dimostrò che un rapper poteva piangere, avere paura ed essere fragile senza perdere forza. La sua musica continua a tenere compagnia a chi soffre in silenzio e cerca una connessione sincera.
La tua dedizione al tuo mestiere era incredibile. Anche nei tuoi ultimi giorni, pensavi solo alla musica.
— Emanuele Palumbo
30 marzo 2026Ho imparato a conoscere te attraverso la tua musica, come se stessi leggendo il tuo diario privato.
— Emanuela Mariani
28 marzo 2026Grazie per avermi insegnato che chiedere aiuto è forza, non debolezza. Mi stai aiutando ancora oggi.
— Mario Parisi
21 marzo 2026