
In memoria di
Artista e scienziato
Italiana
Nato/a a Vinci, Firenze · Deceduto/a a Amboise, Francia
Nel borgo toscano di Vinci, alle porte di Firenze, il 15 aprile 1452 nacque uno degli ingegni più universali che la storia umana ricordi. Leonardo era figlio illegittimo del notaio ser Piero da Vinci e di una donna di umili origini, Caterina. Quella nascita fuori dal matrimonio gli precluse gli studi accademici tradizionali, ma gli lasciò in dono una libertà preziosa: quella di imparare osservando la natura, l'acqua, il volo degli uccelli, la luce sulle cose.
Adolescente, fu mandato a bottega a Firenze presso Andrea del Verrocchio, uno dei maestri più stimati del tempo. Lì apprese pittura, scultura e tecnica, ma soprattutto si rivelò il suo talento straordinario. Negli anni fiorentini maturò quello sguardo nuovo sul mondo che avrebbe rivoluzionato l'arte, fondato sull'osservazione diretta e sullo studio anatomico del corpo umano.
Intorno al 1482 si trasferì a Milano, alla corte di Ludovico il Moro, dove rimase quasi vent'anni nei quali la sua creatività conobbe l'apice. Qui dipinse L'Ultima Cena nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, capolavoro che cattura il momento drammatico dell'annuncio del tradimento, con ogni apostolo colto in un moto diverso dell'animo. Progettò macchine, studiò l'idraulica, riempì migliaia di pagine di disegni e appunti scritti a specchio, fondendo arte e scienza in un'unica appassionata ricerca.
Tornato a Firenze, realizzò il celebre uomo vitruviano, studio sulle proporzioni del corpo, e proprio in quegli anni dipinse la Gioconda, il ritratto dallo sguardo enigmatico destinato a diventare l'opera più famosa al mondo, frutto della tecnica dello sfumato che dissolve dolcemente contorni e colori. La sua mente non conosceva confini tra le discipline: anatomia, botanica, ottica, ingegneria militare, urbanistica erano per lui aspetti diversi di un unico mistero da comprendere.
Negli ultimi anni, ormai anziano e celebrato, accettò l'invito del re di Francia Francesco I e si stabilì al castello di Cloux, presso Amboise, portando con sé i suoi quaderni e alcune opere predilette. Lì, circondato dal rispetto del sovrano, continuò a disegnare e a meditare fino alla morte, sopraggiunta il 2 maggio 1519. Lasciò al mondo poche opere finite ma un'eredità incommensurabile: l'idea che l'osservazione appassionata della natura sia il fondamento tanto dell'arte quanto della scienza. In Leonardo vive ancora oggi lo spirito stesso del Rinascimento, la ricerca instancabile della bellezza e della verità.
Un maestro che disegnava il futuro mentre viveva nel presente.
— Cristina De Angelis
27 marzo 2026A chi ha trasformato carta e pigmenti in sentimenti eterni.
— Bruno D'Amico
27 marzo 2026Non c'era fretta nel tuo lavoro, solo perfezione. Mi insegni ancora la pazienza.
— Tommaso Ricci
25 marzo 2026