Marco Iatrino

In memoria di

Marco Iatrino

18 febbraio 19618 aprile 2026

Nato/a a Palermo · Deceduto/a a Palermo

Biografia

Se c'è una parola che racconta davvero la vita di Marco Iatrino, quella parola è famiglia.

Marco è nato a Palermo il 18 febbraio 1961 da Rosetta e Nicolò, ultimo di tre figli dopo Gianni e Carmelo. Crebbe in una famiglia unita, dove l'affetto non si misurava con le parole ma con la presenza. Insieme ai suoi fratelli trascorse l'infanzia e l'adolescenza tra la parrocchia di Santa Teresa guidata da padre Delia, l'oratorio e le amicizie che lo avrebbero accompagnato per tutta la vita.

I suoi genitori gli trasmisero un insegnamento semplice ma prezioso: nei momenti belli si festeggia insieme e in quelli difficili ci si stringe ancora di più, ed è questo, oggi, uno dei valori che unisce figli, nipoti e tutta la famiglia.

Con i fratelli Gianni e Carmelo condivise un legame speciale, fatto di affetto, complicità e risate; hanno sempre saputo trovare un sorriso anche nelle situazioni più impensabili. I momenti trascorsi insieme, le giornate in campagna a San Martino, le riunioni di famiglia e le occasioni condivise hanno costruito ricordi che continuano a vivere nel cuore di chi è rimasto.

Marco aveva una simpatia naturale e spontanea. Era uno di quei rari uomini capaci di mettere tutti a proprio agio: aveva sempre una battuta pronta, un sorriso sincero e un modo di fare che rendeva piacevole la sua compagnia. Non amava i conflitti, non serbava rancore e affrontava la vita con leggerezza, senza mai perdere profondità. Chiunque lo abbia conosciuto ricorda soprattutto la sua allegria e la capacità di rendere più serena qualsiasi giornata.

Negli ultimi anni aveva scoperto una grande passione per il padel, sport che praticava con entusiasmo e che gli regalò tante amicizie sincere. Amava le cose semplici: una passeggiata, una partita, una tavolata in compagnia, una giornata trascorsa con le persone a cui voleva bene. Non aveva bisogno di molto per essere felice.

Tra le sue più grandi soddisfazioni c'era sua figlia Chiara. Era orgoglioso della persona che era diventata e guardava ai suoi traguardi con quella gioia silenziosa e autentica che appartiene ai padri.

Negli ultimi anni della sua vita aveva trovato accanto ad Angela un amore maturo, sereno e sincero. Insieme guardavano al futuro con entusiasmo e progettavano di godersi il tempo della pensione che ormai era vicino. Angela e le sue figlie sono diventate parte integrante di quella rete di affetti che ha accompagnato Marco fino all'ultimo.

Quando una malattia improvvisa e aggressiva è entrata non solo nella sua vita, ma nella vita di tutti coloro che gli volevano bene, Marco l'ha affrontata come aveva sempre affrontato tutto il resto: con forza, dignità e senza mai perdere il sorriso. Non amava lamentarsi e ha cercato fino all'ultimo di non far pesare agli altri le proprie difficoltà; ha continuato a preoccuparsi più delle persone che amava che di sé stesso.

Nei mesi della malattia è emerso con ancora maggiore forza il valore della famiglia che Rosa e Nicolò avevano costruito tanti anni prima. Attorno a Marco si sono raccolti la figlia Chiara, il suo compagno Simone, che lo ha accudito come il suo stesso padre, i fratelli Gianni e Carmelo che non lo hanno mai lasciato solo, le cognate Luciana e Dina, vittime preferite dei suoi scherzi, i nipoti che hanno cercato di esaudirne i desideri, Angela, le sue figlie Rita e Rossella e gli amici tutti. Nessuno si è sentito mai solo, perché la famiglia è rimasta unita come aveva sempre fatto.

L'8 aprile 2026 Marco si è spento a Palermo accanto alla famiglia riunita, stringendo la mano di chi amava di più. La chiesa gremita il giorno del funerale ha raccontato meglio di qualsiasi parola quanto fosse stato amato. Amici d'infanzia, colleghi, compagni di padel, parenti e persone incontrate lungo il suo cammino erano lì per salutarlo e per testimoniare l'affetto che aveva saputo seminare durante tutta la sua vita.

Ma Marco non avrebbe voluto essere ricordato soltanto con la tristezza. Chi lo ha conosciuto sa bene che avrebbe preferito vedere le persone che amava riunite, sorridenti, capaci di stare insieme come lui aveva sempre fatto. Per questo la sua famiglia ha deciso di istituire una festa in suo onore il 18 febbraio di ogni anno: un momento dedicato al ricordo, ma soprattutto alla condivisione, alle risate e alla gioia dello stare insieme.

Perché questo era Marco.

Un uomo simpatico, generoso e autentico. Un padre, un fratello, un compagno, un suocero e un amico che ha lasciato un segno profondo nella vita di tante persone. Marco continua a vivere ogni volta che la sua famiglia si riunisce, ogni volta che qualcuno racconta una sua battuta, ogni volta che una tavola si riempie di persone che si vogliono bene.

Esattamente come lui avrebbe voluto.

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Dediche· 2

Il tuo sorriso sarà per sempre il sole che illumina le nostre giornate, ti amiamo ♥️

Rossana Iatrino

13 giugno 2026

Marco ci manchi tanto ❤️

Simone Sestili

13 giugno 2026

Candele accese· 3

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