
In memoria di
Attrice
Americana
Nato/a a Los Angeles · Deceduto/a a Los Angeles
C'è un sorriso che il mondo intero conosce, un'immagine luminosa e fragile che ha attraversato i decenni senza perdere il suo incanto. Dietro quel volto c'era Norma Jeane Mortenson, nata a Los Angeles il 1° giugno 1926. La sua infanzia fu segnata dall'instabilità: la madre Gladys soffriva di gravi disturbi mentali e non poté occuparsi di lei, così Norma Jeane crebbe tra famiglie affidatarie, un orfanotrofio e il peso costante di sentirsi senza un posto a cui appartenere. A soli sedici anni si sposò con James Dougherty, in parte per uscire dal sistema di affido.
La svolta arrivò durante la Seconda guerra mondiale, mentre lavorava in una fabbrica: un fotografo la notò e cominciò la carriera di modella. Nel 1946 firmò il primo contratto cinematografico e scelse il nome d'arte Marilyn Monroe, prendendo il cognome dalla famiglia della madre. Per anni le furono affidati solo piccoli ruoli, ma il pubblico iniziò ad accorgersi di lei.
Gli anni Cinquanta la consacrarono. In Gli uomini preferiscono le bionde (1953) mostrò un talento comico e musicale che andava ben oltre la sua bellezza. Con Quando la moglie è in vacanza (1955) regalò una delle immagini più celebri del cinema, l'abito bianco sollevato dall'aria della metropolitana. Billy Wilder la diresse in A qualcuno piace caldo (1959), dove la sua precisione comica raggiunse la perfezione. Marilyn desiderava però essere presa sul serio: si trasferì a New York, studiò recitazione con Lee Strasberg e cercò ruoli più profondi.
La vita privata restò tormentata. Si sposò con il campione di baseball Joe DiMaggio e poi con il drammaturgo Arthur Miller, ma entrambi i matrimoni finirono. Negli ultimi anni lottò contro l'ansia, l'insonnia e la dipendenza dai barbiturici. Il 4 agosto 1962 fu trovata morta nella sua casa di Brentwood, a Los Angeles, a trentasei anni; la causa fu ricondotta a un'overdose di barbiturici.
Marilyn Monroe rimane un'icona universale, simbolo di una bellezza che nascondeva un'intelligenza viva e una profonda vulnerabilità. I suoi film continuano a incantare e la sua immagine resta impressa nell'immaginario collettivo come ricordo di una donna che, dietro la luce, cercava semplicemente di essere amata.
Sei stata la prova vivente che il successo non cura la solitudine. Che la fama non sostituisce la gentilezza di una mano amica.
— Cinzia De Luca
15 marzo 2026La tua bellezza era un'arte. Peccato che il mondo la vedesse solo come un oggetto.
— Francesca Vitale
8 marzo 2026Il tuo ultimo film non finito è come la tua vita: una bellezza incompiuta che continua a farci riflettere.
— Laura Gentile
6 marzo 2026