
In memoria di
Giornalista e conduttore
Italiana
Nato/a a Roma · Deceduto/a a Roma
Nel cuore di Roma, il 28 agosto 1938, nacque un uomo destinato a cambiare il volto della televisione italiana. Maurizio Costanzo iniziò come giornalista, collaborando con testate come Paese Sera e dirigendo settimanali e quotidiani, tra cui fu fondatore del giornale L'Occhio. Da quel mestiere imparò l'arte dell'ascolto e della domanda giusta, che sarebbe diventata la cifra di tutta la sua carriera.
Fu però la televisione a consacrarlo. Nel 1982 ideò e condusse il Maurizio Costanzo Show, il primo grande talk show italiano, che divenne un appuntamento fisso per milioni di spettatori. Trasmesso a lungo su Canale 5, il programma fu anche una straordinaria fucina di talenti, lanciando artisti, comici e personaggi destinati al successo. Costanzo non era un semplice intervistatore: sapeva mettere a proprio agio gli ospiti e tirar fuori le loro verità con garbo e curiosità.
La sua capacità di dare voce a temi civili e di non tacere di fronte al potere ebbe un prezzo. Nel 1993 fu vittima di un attentato di stampo mafioso in via Fauro, a Roma, dal quale lui e la moglie scamparono per miracolo: un gesto che testimoniava quanto la sua voce fosse considerata scomoda dalla criminalità organizzata.
La sua vita privata fu legata indissolubilmente al lavoro. Dopo diversi matrimoni, nel 1995 sposò Maria De Filippi, conduttrice e produttrice televisiva che gli fu accanto fino alla fine; insieme adottarono un figlio. Il loro fu un sodalizio personale e professionale tra i più noti dello spettacolo italiano.
Ciò che colpiva di Maurizio era la sua empatia naturale. Non cercava lo scoop sensazionalista né il momento imbarazzante fine a se stesso: cercava la verità umana. Conduceva conversazioni, non interrogatori, e ascoltava davvero, cosa rara e preziosa. Chiunque sedesse di fronte a lui, un politico in difficoltà, un attore in crisi o una persona comune con una storia straordinaria, sentiva di essere veramente ascoltato.
Nel corso dei decenni Maurizio Costanzo si reinventò continuamente, adattandosi ai cambiamenti dei media e dei gusti del pubblico, ma restando sempre fedele a un'idea di televisione fatta di dialogo e ascolto autentico. Si spense a Roma il 24 febbraio 2023, all'età di 84 anni, per complicazioni legate a una polmonite. La sua eredità è quella di un maestro che insegnò al mezzo televisivo il valore della conversazione, del rispetto per l'ospite e della ricerca della verità attraverso le parole. In un'epoca in cui le voci si sovrappongono sugli schermi, Maurizio Costanzo rimane il modello di chi sa veramente ascoltare.
Ricordo ancora quando venisti nella mia scuola. Quel pomeriggio con te è rimasto impresso nei miei ricordi di ragazzo per sempre.
— Alessia Messina
2 aprile 2026Maurizio, continuerai a vivere in ogni domanda che un giornalista farà cercando di fare le cose nel modo giusto.
— Paola Gatti
27 marzo 2026Maurizio, eri la dimostrazione che si poteva essere severi con le idee ma affettuosi con le persone.
— Giorgia Pellegrini
24 marzo 2026