
In memoria di
Pianista
Italiana
Nato/a a Milano, Italia · Deceduto/a a Milano, Italia
Quando le sue dita sfioravano la tastiera, sembrava che il pianoforte smettesse di essere uno strumento per diventare pensiero puro. Maurizio Pollini è stato uno dei più grandi pianisti del Novecento, un artista nel quale la perfezione tecnica non era mai fine a se stessa, ma strumento di una ricerca interiore profonda. Nato a Milano il 5 gennaio 1942 in una famiglia di artisti e intellettuali, manifestò il suo talento giovanissimo, coltivandolo con una dedizione assoluta che non lo avrebbe mai abbandonato.
La consacrazione arrivò nel 1960, quando a soli diciotto anni vinse il prestigioso Concorso Chopin di Varsavia, una delle competizioni pianistiche più antiche e ambite al mondo. In giuria sedeva Arthur Rubinstein, che davanti a quel ragazzo pronunciò una frase rimasta leggendaria: "Questo giovane suona tecnicamente meglio di tutti noi". Eppure Pollini scelse di non bruciarsi: si ritirò per qualche tempo dalle scene per studiare e maturare, e tornò come interprete completo, padrone di un repertorio sterminato e di una visione tutta sua della musica.
Beethoven, Chopin, Debussy, ma anche la musica contemporanea e la Seconda Scuola di Vienna: nulla gli era estraneo. Univa il virtuosismo prodigioso a una originalità interpretativa che faceva sentire ogni opera come ripensata da capo. Nel 1996 ricevette l'Ernst von Siemens Music Prize e nel 2007 vinse un Grammy Award per le sue incisioni dei Notturni di Chopin. Fu anche un uomo civilmente impegnato, convinto che la musica dovesse parlare a tutti e non a una ristretta élite, e portò la grande musica anche in fabbriche e università, in anni in cui questo era un gesto coraggioso.
Si spense nella sua Milano il 23 marzo 2024, a 82 anni, suscitando il cordoglio del Teatro alla Scala, sua casa musicale per tutta la vita, e del mondo musicale internazionale. La sua eredità vive nelle incisioni che ci ha lasciato, monumenti di chiarezza e di intensità, e nell'idea che l'arte sia ricerca instancabile della verità di una partitura. Resta il ricordo di un interprete rigoroso e appassionato, che fece del pianoforte una voce capace di pensare, e che continuerà a parlare a chiunque sappia ancora ascoltare in profondità.
Ho visto la registrazione video del tuo ultimo concerto. Le tue mani tremavano leggermente, ma la musica era intatta, pura, potente.
— Nicola Martini
15 ore faCaro Maestro, ti ho ascoltato per cinquant'anni. Ogni concerto era un viaggio spirituale.
— Paolo Ferrari
12 giorni faMaestro, continuerò a insegnare i tuoi insegnamenti ai miei studenti. Il tuo spirito vivrà nelle mani di generazioni future.
— Ilaria Ferri
19 giorni fa