Mauro Bellugi

In memoria di

Mauro Bellugi

Personaggio pubblico

Calciatore, Inter e Nazionale

Italiana

7 febbraio 195020 febbraio 2021

Nato/a a Busto Arsizio · Deceduto/a a Milano

Biografia

C'era una solidità rassicurante nel modo di giocare di Mauro Bellugi, la stessa che lo accompagnò nella vita con dignità e coraggio fino all'ultimo. Nato a Buonconvento, in provincia di Siena, il 7 febbraio 1950, in terra di Toscana, crebbe coltivando la passione per il calcio che lo avrebbe portato sui campi più prestigiosi d'Italia.

Difensore versatile, capace di giocare da terzino, centrale e libero, Bellugi esordì in Serie A nel 1969 con l'Inter, la squadra con cui visse gli anni più importanti della sua carriera e con cui conquistò lo scudetto del 1971. Con la maglia nerazzurra disputò anche grandi sfide europee. Restò a Milano fino al 1974, prima di vestire le maglie di Bologna, Napoli e Pistoiese.

La sua affidabilità gli valse la convocazione in Nazionale, con cui collezionò 32 presenze tra il 1972 e il 1980 e partecipò ai Mondiali del 1974 e del 1978. Indossare la maglia azzurra fu per lui motivo di grande orgoglio, vissuto sempre con serietà e senza protagonismi.

Bellugi non fu un giocatore appariscente, ma il tipo di difensore su cui un allenatore poteva sempre contare: ordinato, leale, generoso. Anche fuori dal campo conservò un carattere genuino e schietto, e dopo il ritiro restò una figura amata e rispettata, ricordata con affetto per la sua simpatia toscana.

Gli ultimi anni furono segnati da una prova durissima. Nell'autunno del 2020 contrasse il Covid-19; le complicazioni lo costrinsero all'amputazione di entrambe le gambe. Affrontò la malattia con una forza e un'ironia commoventi, senza mai perdere il sorriso. Mauro Bellugi si spense a Milano il 20 febbraio 2021, a settantuno anni.

In quei mesi terribili Bellugi divenne, suo malgrado, un simbolo: con le sue interviste schiette e il suo umorismo invitò tutti a non sottovalutare il virus, trasformando la propria sofferenza in un messaggio di consapevolezza e di coraggio per gli altri.

La sua eredità non è fatta di record clamorosi, ma di ciò che il calcio italiano ha di più nobile: professionalità, dedizione e lealtà. Ha rappresentato generazioni di calciatori che hanno dato tutto per la maglia, che hanno rispettato il gioco e che hanno compreso come il vero valore stia nella coerenza e non nella fama. Nel ricordarlo si ricorda un uomo che ha dato tutto per la maglia e che ha affrontato la sorte più dura con una dignità che resta esempio per tutti.

Galleria(6)

Foresta della Memoria

Tributi(377)

Dediche· 138

A te che hai indossato con orgoglio la maglia azzurra della Nazionale. Riposa in pace, campione.

Ilaria Giordano

4 aprile 2026

Un gigante fisico e mentale. Il calcio ha perso uno dei suoi più grandi interpreti.

Emanuele Galli

30 marzo 2026

Quante volte da bambino ho cercato di giocare come te. Eri il mio idolo assoluto. Ciao Mauro.

Daniela Moretti

25 marzo 2026

Candele accese· 239

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