
In memoria di
Presidente URSS, Nobel per la Pace
Russa
Nato/a a Privolnoye, Russia · Deceduto/a a Mosca
In un villaggio rurale del Caucaso settentrionale, Privolnoye, nacque il 2 marzo 1931 un bambino destinato a cambiare il corso della storia del Novecento. Mikhail Sergeevic Gorbaciov crebbe in una famiglia contadina segnata dalle sofferenze delle purghe staliniane e della Seconda guerra mondiale. Ragazzo, lavoro' nei campi e si distinse negli studi, fino a raggiungere Mosca per studiare legge all'universita', dove conobbe Raisa, che sposo' nel 1953 e che fu per tutta la vita la sua compagna e consigliera piu' fidata.
La sua ascesa nel Partito Comunista fu costante e si compi' nel 1985, quando, a 54 anni, divenne Segretario generale del PCUS. Trovo' un Paese in stagnazione economica, impantanato nella guerra in Afghanistan e irrigidito da un apparato burocratico immobile. Invece di stringere la morsa, scelse la via delle riforme, riassunte in due parole divenute simbolo di un'epoca: glasnost (trasparenza) e perestrojka (ristrutturazione).
Con la glasnost apri' al dibattito pubblico e alla critica, lascio' emergere verita' a lungo nascoste e allento' la censura. Con la perestrojka tento' di riformare l'economia. Sul piano internazionale, avvio' un dialogo storico con l'Occidente: i vertici con Reagan, il trattato INF del 1987 sulla riduzione dei missili nucleari, la fine della corsa agli armamenti. Nel 1989, quando cadde il Muro di Berlino e l'Europa orientale si sollevo', scelse di non usare la forza.
Nel 1990 ricevette il Premio Nobel per la Pace per il suo contributo alla fine della Guerra Fredda. Ma i processi che aveva innescato sfuggirono al suo controllo: il 26 dicembre 1991 rassegno' le dimissioni e la bandiera rossa fu ammainata dal Cremlino. L'Unione Sovietica cessava di esistere.
Negli anni successivi visse piu' in disparte, celebrato in Occidente e criticato in patria per il caos seguito al crollo. Perse Raisa nel 1999 e si dedico' alla sua fondazione e all'impegno civile. Mori' a Mosca il 30 agosto 2022, a 91 anni. Resta l'uomo che, senza sparare un colpo, restitui' la liberta' a centinaia di milioni di persone e contribui' a chiudere pacificamente il capitolo piu' pericoloso del secolo.
Ho incontrato un tuo coetaneo che ti conosceva personalmente. Mi ha detto che eri ancora più coraggioso in privato.
— Michele Marini
3 aprile 2026Quanti leader hanno il coraggio di dire "mi sbagliavo"? Tu sì. E questo ti rendeva grande.
— Marta Mancini
3 marzo 2026Un leader che ascoltava. Quanti ne conosci così? Un leader che imparava dagli errori.
— Marco Fabbri
28 febbraio 2026