Muhammad Ali

In memoria di

Muhammad Ali

Personaggio pubblico

Pugile

Americana

17 gennaio 19423 giugno 2016

Nato/a a Louisville, Kentucky · Deceduto/a a Scottsdale, Arizona

Biografia

C'era qualcosa di magnetico in quella voce, qualcosa che andava oltre il ring. Muhammad Ali non fu soltanto un pugile: fu un uomo che sfido' il mondo con i pugni e con le idee. Nacque Cassius Marcellus Clay Jr. il 17 gennaio 1942 a Louisville, nel Kentucky, in una famiglia afroamericana che ogni giorno faceva i conti con la segregazione dell'America del tempo.

Avvicinatosi alla boxe da ragazzino, mostro' subito un talento fuori dal comune. Nel 1960 conquisto' la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Roma nei mediomassimi. Ma fu nel 1964 che, a soli ventidue anni, sorprese il mondo battendo l'imbattibile Sonny Liston e laureandosi campione del mondo dei pesi massimi. Poco dopo annuncio' la conversione all'Islam e l'adozione del nuovo nome, Muhammad Ali.

Sul ring era rivoluzionario: veloce, leggero, quasi danzante. "Vola come una farfalla, pungi come un'ape", diceva, e lo faceva davvero. Ma il momento che ne definì la statura morale avvenne fuori dal ring: nel 1967 rifiuto' di arruolarsi per la guerra del Vietnam, per obiezione di coscienza. Pago' caro quel gesto - gli fu tolto il titolo e fu allontanato dalla boxe negli anni migliori - ma divenne un simbolo della lotta per i diritti civili e contro la guerra.

Tornato a combattere, scrisse pagine leggendarie dello sport: i tre durissimi confronti con Joe Frazier, tra cui il "Thrilla in Manila", e soprattutto il "Rumble in the Jungle" del 1974 a Kinshasa, dove a 32 anni e da sfavorito sconfisse il temibile George Foreman riconquistando il titolo mondiale con astuzia e coraggio.

Negli ultimi decenni affronto' con dignita' la malattia di Parkinson. Quando, con le mani tremanti, accese il braciere olimpico ai Giochi di Atlanta nel 1996, il mondo intero si commosse. Si dedico' all'impegno umanitario e divenne ambasciatore di pace. Mori' a Scottsdale, in Arizona, il 3 giugno 2016, a 74 anni, per complicazioni legate alla sua malattia. Resta non solo, per molti, il piu' grande pugile di sempre, ma una coscienza che ha insegnato al mondo cosa significhi restare fedeli ai propri valori, qualunque sia il prezzo.

Galleria(5)

Foresta della Memoria

Tributi(432)

Dediche· 160

Eri il nostro specchio, la nostra speranza. Nei tuoi occhi vedevamo la possibilità di un mondo migliore.

Luigi Vitale

19 marzo 2026

Caro Muhammad, il mondo era più luminoso quando eri qui a ballare per noi.

Tommaso Lombardi

9 marzo 2026

Il tuo nome è sinonimo di eccellenza, ma sei stato molto più che un campione: sei stato una lezione vivente di integrità.

Giacomo Bruno

5 marzo 2026

Candele accese· 272

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