
In memoria di
Fotografo
Italiana
Nato/a a Milano, Italia · Deceduto/a a Cecina, Italia
Provocatore, visionario, instancabile ribelle: Oliviero Toscani ha trasformato la pubblicità in arte e in coscienza, costringendo il mondo a guardare ciò che troppo spesso preferiva ignorare. Nato a Milano il 28 febbraio 1942, ereditò la passione per la fotografia dal padre Fedele, fotoreporter del Corriere della Sera, e ne fece uno strumento di denuncia, di pensiero e di scandalo necessario, convinto come era che le immagini avessero il dovere di raccontare la realtà senza addolcirla.
Dopo il diploma alla Kunstgewerbeschule di Zurigo, iniziò a collaborare con riviste prestigiose come Elle, Vogue, L'Uomo Vogue e Harper's Bazaar, affinando uno sguardo destinato a diventare unico e immediatamente riconoscibile, capace di unire la potenza dell'immagine alla forza del messaggio. Ma il suo nome resterà legato per sempre alle campagne pubblicitarie per Benetton, realizzate dal 1982 al 2000: immagini fortissime che affrontavano temi come il razzismo, la pena di morte, l'AIDS, i migranti e le vittime della mafia. Erano campagne che non vendevano soltanto maglioni, ma che scuotevano le coscienze e accendevano il dibattito pubblico in tutto il mondo.
Nel 1991 lanciò la rivista Colors e nel 1994 fondò Fabrica, un centro internazionale di ricerca sulle arti e sulla comunicazione, luogo di formazione per giovani talenti di ogni Paese. Per tutta la vita rimase fedele a un'idea precisa: che l'immagine dovesse far pensare, non solo sedurre o vendere. Anche le polemiche che lo accompagnarono fino alla fine erano il segno di un uomo che non temeva mai di disturbare e di mettere in discussione le certezze altrui.
Affetto da amiloidosi, una rara malattia contro cui combatté per due anni, e dopo essere stato ricoverato nei giorni precedenti, si è spento all'ospedale di Cecina il 13 gennaio 2025, a 82 anni. Oliviero Toscani lascia un'eredità scomoda e preziosa al tempo stesso: la prova che un'immagine può davvero cambiare lo sguardo del mondo. Le sue fotografie continuano a interrogarci e a provocarci, esattamente come lui aveva sempre desiderato.
Ogni scatto era una domanda senza risposta facile. Ogni immagine era una sfida. Rimarrai nei nostri occhi per sempre.
— Giorgio Colombo
9 giorni faHo studiato ogni tuo lavoro durante l'università. Non sarei il fotografo che sono oggi senza la tua eredità ribelle.
— Monica Lombardi
15 giorni faGrazie per avermi mostrato che la fotografia può essere politica, etica, necessaria. Sei stato la bussola di molti di noi.
— Emanuele Santoro
26 giorni fa