Pier Paolo Pasolini

In memoria di

Pier Paolo Pasolini

Personaggio pubblico

Scrittore, regista e poeta

Italiana

5 marzo 19222 novembre 1975

Nato/a a Bologna · Deceduto/a a Ostia, Roma

Biografia

C'era in Pier Paolo Pasolini un'irrequietezza che lo spingeva a guardare proprio dove gli altri distoglievano lo sguardo. Poeta, romanziere, regista, polemista: fu una delle voci più scomode e necessarie del Novecento italiano.

Nacque a Bologna il 5 marzo 1922, figlio di un ufficiale dell'esercito e di Susanna Colussi, maestra friulana a cui fu legatissimo per tutta la vita. L'infanzia trascorse tra continui trasferimenti, ma fu il Friuli, e in particolare Casarsa della Delizia, a segnare la sua formazione: lì scoprì la poesia, scrisse i primi versi in dialetto friulano e maturò il proprio sguardo sul mondo contadino.

Trasferitosi a Roma nei primi anni Cinquanta, trovò nelle borgate povere della periferia una umanità autentica che divenne il cuore della sua opera. Dai romanzi Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959) nacquero insieme la fama e lo scandalo: dava voce ai diseredati con una tenerezza feroce, e per questo fu più volte accusato di oscenità.

Nel 1961 esordì nel cinema con Accattone, girato con attori non professionisti presi dalla strada. Seguirono opere fondamentali: Il Vangelo secondo Matteo (1964), la Trilogia della vita (Il Decameron, I racconti di Canterbury, Il fiore delle Mille e una notte) e, infine, il durissimo Salò o le 120 giornate di Sodoma. Negli ultimi anni i suoi Scritti corsari denunciarono con lucidità feroce l'omologazione consumistica che vedeva divorare l'Italia.

Apertamente omosessuale in un Paese ancora bigotto, fece della propria condizione di emarginato una fonte di visione critica. Non si nascondeva, ma non provocava gratuitamente: viveva semplicemente la sua verità.

La notte tra l'1 e il 2 novembre 1975, a Ostia, fu brutalmente assassinato in circostanze mai del tutto chiarite, il corpo straziato e travolto dalla sua stessa automobile. Aveva 53 anni.

La sua eredità è quella di un uomo che ha insegnato all'Italia a guardarsi in uno specchio scomodo. I suoi film, i suoi versi, le sue parole continuano a bruciare e a interrogare. Generazioni di artisti hanno imparato da lui che l'arte vera non consola: provoca, accusa e talvolta salva.

Galleria(11)

Foresta della Memoria

Tributi(213)

Dediche· 79

Il tuo lascito è una domanda che non smette di interpellarci: che cosa siamo disposti a sacrificare per la verità?

Gianluca Russo

17 marzo 2026

A un uomo che non ha mai compromesso la sua integrità per piacere ai potenti. Raro, prezioso, immortale.

Anna Lombardi

23 febbraio 2026

La tua voce non è stata zittita. Continua a parlarci attraverso le righe dei tuoi libri, i fotogrammi dei tuoi film.

Mario Costa

4 febbraio 2026

Candele accese· 134

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