
In memoria di
Velocista
Italiana
Nato/a a Barletta · Deceduto/a a Roma
C'era qualcosa di straordinario nel modo in cui Pietro Mennea correva: non solo velocità misurabile col cronometro, ma una determinazione silenziosa e quasi scientifica, frutto di una disciplina ferrea. Lo chiamavano la Freccia del Sud, ed è ancora oggi uno dei più grandi velocisti della storia europea.
Nacque a Barletta, in Puglia, il 28 giugno 1952, in una famiglia semplice che gli insegnò il valore del sacrificio. Non era il più dotato per natura, ma costruì il proprio talento mattone dopo mattone, con allenamenti durissimi e un'intelligenza tattica fuori dal comune, guidato per anni dall'allenatore Carlo Vittori.
Il momento che lo consegnò alla leggenda arrivò il 12 settembre 1979, sulla pista d'altura di Città del Messico: nei 200 metri corse in 19"72, stabilendo un record del mondo che sarebbe rimasto imbattuto per quasi diciassette anni, fino a Michael Johnson nel 1996. Quel tempo resta ancora oggi il record europeo della specialità.
Ma la sua carriera fu molto più di un solo record. Partecipò a quattro Olimpiadi — Monaco 1972, Montreal 1976, Mosca 1980 e Los Angeles 1984 — e proprio a Mosca 1980 conquistò l'oro olimpico nei 200 metri, l'apice di una vita di fatica. Vinse inoltre titoli europei e numerose medaglie internazionali, sfidando i migliori velocisti del mondo in un'epoca dominata dalle grandi potenze.
Dopo il ritiro non scomparve dalla scena pubblica: si laureò più volte, si dedicò alla professione e all'impegno civile e fu anche parlamentare europeo, conservando sempre una semplicità quasi austera, consapevole che tutto ciò che aveva costruito era frutto del suo lavoro.
Il 21 marzo 2013 Pietro Mennea si spense a Roma, a 60 anni, dopo una malattia. L'Italia pianse uno dei suoi figli più luminosi.
La sua eredità non sta solo in quel record celebrato in tutto il mondo, ma nell'aver mostrato a generazioni di italiani che l'eccellenza non appartiene solo ai grandi Paesi, e che un ragazzo di Barletta poteva scrivere il proprio nome nella storia dello sport. Pietro insegnò che il valore non grida: corre, e lascia un segno che il tempo non cancella.
Un atleta che ha insegnato il significato della parola determinazione a chiunque lo guardasse correre.
— Beatrice Sala
30 marzo 2026Passione, velocità, italianità. Tutto in un uomo straordinario che abbiamo avuto l'onore di conoscere.
— Matteo Fontana
28 marzo 2026Pietro, nel mio cuore rimani quel ragazzo che correva con il fuoco negli occhi e la determinazione nel petto.
— Claudio Sala
23 marzo 2026