
In memoria di
Calciatore, capitano Lazio scudetto 74
Italiana
Nato/a a Napoli · Deceduto/a a Roma
C'era una qualità particolare nello sguardo di Pino Wilson quando indossava la maglia biancoceleste: la fermezza tranquilla di chi porta la fascia di capitano non per privilegio, ma per il rispetto guadagnato sul campo. È rimasto nella memoria dei tifosi della Lazio come il capitano del primo, storico scudetto.
Giuseppe "Pino" Wilson nacque a Darlington, in Inghilterra, il 27 settembre 1945, da padre inglese e madre napoletana. Da bambino si trasferì con la famiglia a Napoli, dove crebbe e mosse i primi passi nel calcio. Si formò nell'Internapoli, dove giocò accanto a Giorgio Chinaglia, prima di approdare alla Lazio nel 1969, seguito poco dopo proprio dall'amico Chinaglia.
Difensore elegante e intelligente, dotato di una leadership naturale, Wilson divenne il perno della retroguardia biancoceleste. Con l'arrivo dell'allenatore Tommaso Maestrelli nei primi anni Settanta, la Lazio costruì una squadra leggendaria — la "banda Maestrelli", con Chinaglia, Re Cecconi, D'Amico e tanti altri — e fu sotto la guida del suo capitano che il club conquistò il primo scudetto della propria storia nella stagione 1973-1974.
Wilson guidava i compagni con l'esempio più che con le urla: parlava con la qualità delle giocate, con la capacità di leggere il gioco, con un senso profondo di responsabilità verso la maglia e verso una città intera. Vestì la casacca della Lazio per undici anni, indossando la fascia in oltre trecento partite, diventando il riferimento morale di un'epoca irripetibile.
Concluse la carriera lasciando un'impronta indelebile, e visse poi con grande discrezione a Roma, la città che lo aveva consacrato campione, restando sempre vicino al mondo laziale che lo amava. Si spense nella notte tra il 5 e il 6 marzo 2022, a 76 anni, stroncato da un malore. La Lazio e il calcio italiano salutarono uno dei loro simboli più puri.
L'eredità di Pino Wilson non si misura solo nelle partite giocate, ma nell'aver incarnato l'ideale del capitano vero: l'uomo che comprende che indossare quella fascia significa essere responsabili non soltanto di sé stessi, ma di tutti. Resta nei cuori di chi lo vide giocare, custode di un'era d'oro del calcio italiano.
La Lazia si è arricchita di te e continua a portare con sé la tua eredità di passione e competenza.
— Alessia Pellegrini
4 aprile 2026Quando mio padre mi parlava di te, gli brillavano gli occhi. Adesso capisco perché.
— Pietro Galli
4 aprile 2026Ho sempre detto a mio figlio chi eri e cosa hai rappresentato. Continuerò a farlo.
— Paolo Giordano
31 marzo 2026