
In memoria di
Attore e conduttore
Italiana
Nato/a a Roma · Deceduto/a a Milano
C'era qualcosa di genuinamente garbato nel sorriso di Raimondo Vianello, quella rara capacità di regalare leggerezza senza mai scivolare nella volgarità. Nato a Roma il 7 maggio 1922, divenne uno dei volti più amati e longevi della televisione italiana, simbolo di un'eleganza ironica che ha attraversato mezzo secolo di spettacolo.
La sua carriera prese slancio negli anni del dopoguerra, tra rivista, cinema e cabaret. La svolta arrivò con la televisione delle origini: dal 1954 al 1959 fu protagonista, insieme a Ugo Tognazzi, di Un due tre, uno dei primi varietà della Rai e un successo straordinario, fatto di gag, satira e improvvisazione che a volte sfioravano la censura.
Ma il sodalizio della sua vita fu quello con Sandra Mondaini, che sposò il 28 maggio 1962, con Tognazzi testimone. Marito e moglie nella vita e in scena, formarono una delle coppie più durature dello spettacolo. Il loro capolavoro fu la sitcom Casa Vianello, in onda dal 1988 al 2008, in cui interpretavano versioni romanzate di se stessi: le piccole frustrazioni quotidiane di una coppia diventavano teatro intimo e universale, in cui gli italiani si riconoscevano con affetto.
Vianello fu anche apprezzato attore di cinema, comparendo in numerose commedie, e conduttore di programmi di grande seguito, dalle telecronache sportive ironiche ai quiz e ai varietà di Mediaset, sempre fedele a uno stile sobrio e bonario, mai sopra le righe. Non amava i riflettori al di là del palcoscenico: nella vita privata era un uomo riservato, di grande eleganza, profondamente legato a Sandra, con cui condivise oltre cinquant'anni di vita e di lavoro.
Si spense all'ospedale San Raffaele di Milano il 15 aprile 2010, a 87 anni, per un'insufficienza renale. La moglie Sandra lo seguì pochi mesi dopo. La sua eredità non sta in battute leggendarie, ma in una lezione silenziosa: che il vero intrattenimento nasce dall'autenticità e dal calore umano. Per ricordarlo basta pensare a quel sorriso garbato che ha saputo farsi strada attraverso il tempo.
Addio maestro. I tuoi insegnamenti sulla comicità e sulla vita continueranno a vivere attraverso chi ti ha ammirato.
— Claudio Colombo
25 marzo 2026Un grande della televisione italiana se n'è andato. Grazie per tutto quello che ci hai regalato.
— Claudio Grasso
8 marzo 2026Uno dei ultimi giganti della televisione italiana che se ne va. Il vuoto che lascia è enorme.
— Sara Palumbo
7 marzo 2026