
In memoria di
Attore
Americana
Nato/a a Newark, New Jersey · Deceduto/a a Santo Domingo
Lo sguardo intenso e la voce roca di Ray Liotta hanno lasciato un segno indelebile nel cinema americano. Nato a Newark, nel New Jersey, il 18 dicembre 1954, fu adottato a sei mesi di età e cresciuto in una famiglia che gli diede radici solide e una sensibilità che avrebbe portato sullo schermo per tutta la vita.
Frequentò l'Università del Connecticut, dove scoprì la recitazione e ne fece la propria strada. Dopo gli esordi in televisione e ruoli minori, ottenne le prime attenzioni con Qualcosa di travolgente (Something Wild, 1986). La consacrazione arrivò però con due interpretazioni memorabili: il giocatore di baseball Shoeless Joe Jackson in L'uomo dei sogni (Field of Dreams, 1989) e soprattutto il gangster Henry Hill in Quei bravi ragazzi (Goodfellas, 1990) di Martin Scorsese, accanto a Robert De Niro e Joe Pesci.
Quel film cambiò tutto. La sua voce narrante guidava lo spettatore negli inferi del crimine organizzato, restituendo un personaggio vivo, sanguigno, terribilmente umano. Divenne il ruolo che ne definì la carriera, senza però imprigionarlo: Liotta seppe spaziare tra dramma, thriller e commedia, scegliendo registi e progetti diversi e mostrando una gamma che molti colleghi non possedevano.
Negli anni continuò a lavorare senza sosta, tra cinema e televisione, con quella tensione creativa che non lo abbandonò mai. Sapeva dare durezza e tenerezza ai suoi personaggi, padri disperati e uomini spezzati, cattivi capaci di commuovere. Tra le sue prove più recenti spicca Storia di un matrimonio (Marriage Story, 2019), dove interpretò con efficacia un avvocato divorzista accanto ad Adam Driver, confermando ancora una volta la sua versatilità.
Morì nel sonno il 26 maggio 2022, all'età di 67 anni, nella Repubblica Dominicana, dove si trovava per girare un film. La sua scomparsa fu un'onda d'urto nel mondo del cinema, accolta da omaggi di registi, colleghi e spettatori di tutto il mondo. Quei bravi ragazzi rimane il suo monumento, ma la sua vera eredità vive in chi ha sentito la potenza della sua recitazione: roca, intensa e profondamente vera.
Ray, sei stato una leggenda del cinema. Riposa in pace.
— Giulia Mariani
23 gennaio 2026Ho studiato le tue performance all'accademia di recitazione. Eri il mio modello, Ray. Sempre.
— Raffaele Ferri
8 gennaio 2026Mi hai insegnato che la recitazione è ascolto, non solo recitazione. Grazie per le lezioni che non ti sapevi stessi dando.
— Enrico Longo
2 gennaio 2026