
In memoria di
Cantautore
Italiana
Nato/a a Crotone · Deceduto/a a Roma
C'era una voce che sapeva di mare e di ironia, di rabbia dolce e di profonda umanità. Era la voce di Rino Gaetano, cantautore che in poco più di un decennio illuminò la musica italiana con una luce inconfondibile, quella di chi sa guardare la realtà senza voltarsi dall'altra parte.
Nato a Crotone, in Calabria, il 29 ottobre 1950, crebbe in una terra di contraddizioni, dove la bellezza del paesaggio ionico conviveva con le difficoltà quotidiane del Sud. La Calabria restò dentro di lui, nel modo di cantare e nella capacità di raccontare storie marginali che custodivano verità universali. Ancora ragazzo, la famiglia si trasferì a Roma, nel quartiere di Montesacro, che amò profondamente.
Imparò a suonare la chitarra e a scrivere canzoni, sviluppando uno stile che univa la tradizione cantautorale a una prospettiva diretta e ironica. Non era un ribelle carico d'odio, ma un osservatore acuto che trasformava lo sguardo in poesia musicale, usando l'ironia come scudo e come lama. Il suo primo album, Ingresso libero (1974), passò quasi inosservato.
La notorietà nazionale arrivò con l'album Mio fratello è figlio unico (1976) e con la partecipazione al Festival di Sanremo del 1978, dove presentò Gianna. Canzoni come Ma il cielo è sempre più blu, Gianna e Aida divennero pietre miliari: melodie immediate che nascondevano una sottile critica sociale, capaci di denunciare senza urlare.
Della sua vita restò sempre riservato. Chi lo conobbe parla di un uomo gentile, riflessivo, capace di ascolto vero. Per lui la musica non era una professione tra le tante, ma una forma di testimonianza.
Il destino lo fermò troppo presto. Il 2 giugno 1981, a Roma, mentre percorreva la via Nomentana, perse il controllo dell'auto in un drammatico incidente stradale. Trasportato dopo il rifiuto di diversi ospedali, morì al Policlinico Gemelli nelle prime ore del mattino. Aveva solo trent'anni. Aveva ancora così tanto da cantare. La sua breve parabola ha lasciato un segno indelebile: ha dimostrato che la musica popolare poteva contenere profondità e poesia civile insieme. La sua voce continua a parlare a chi sa davvero ascoltare.
Rino Gaetano non è mai morto, è semplicemente entrato nella leggenda.
— Ilaria Moretti
2 aprile 2026Ho scoperto la tua musica a 16 anni e ha cambiato il mio modo di vedere il mondo. Grazie per tutto.
— Monica Giordano
11 marzo 2026Rino, i tuoi messaggi di pace e libertà rimangono più forti che mai. Grazie per esistere stato.
— Sergio Lombardi
24 febbraio 2026