
In memoria di
Presidente della Repubblica
Italiana
Nato/a a Stella, Savona · Deceduto/a a Roma
Pochi presidenti sono rimasti nel cuore degli italiani come Sandro Pertini, il "presidente partigiano" dalla schiena dritta e dalla pipa sempre accesa. Alessandro Pertini nacque il 25 settembre 1896 a Stella, piccolo comune dell'entroterra ligure in provincia di Savona, in una famiglia di proprietari terrieri. Studiò giurisprudenza e si laureò, ma furono gli ideali socialisti e la passione per la giustizia sociale a segnare per sempre la sua vita.
Antifascista convinto sin dagli anni Venti, pagò la sua opposizione al regime con il carcere, il confino e l'esilio. Condannato dal Tribunale Speciale, trascorse lunghi anni in prigione e al confino, senza mai piegarsi né rinnegare le proprie idee. Durante la Seconda guerra mondiale fu tra i protagonisti della Resistenza: partecipò alla difesa di Roma e poi alla lotta partigiana nel Nord Italia, contribuendo all'insurrezione che nell'aprile del 1945 liberò Milano. Per il suo coraggio gli fu conferita la Medaglia d'oro al valor militare.
Nel dopoguerra fu tra i protagonisti della vita repubblicana: deputato e dirigente del Partito Socialista, direttore dell'Avanti!, ricoprì la carica di Presidente della Camera dei deputati. Il suo rigore morale e la sua coerenza ne fecero una figura rispettata da tutti gli schieramenti.
Nel 1978, a ottantadue anni, fu eletto Presidente della Repubblica, carica che mantenne fino al 1985. Fu un settennato di straordinaria vicinanza con la gente: Pertini parlava chiaro, si commuoveva, si indignava, condivideva gioie e dolori del Paese. Indimenticabile la sua esultanza sugli spalti durante la finale dei Mondiali di calcio del 1982, gesto spontaneo in cui gli italiani riconobbero la sua umanità autentica.
Anche dopo la fine del mandato continuò a essere un punto di riferimento morale per il Paese, ascoltato e amato da cittadini di ogni età e orientamento. Si spense a Roma il 24 febbraio 1990. Lasciò in eredità non una dottrina, ma un esempio: quello di un uomo che non scese mai a compromessi con la propria coscienza, che credeva nella Costituzione, nella libertà e nella dignità del lavoro. Ancora oggi, quando si parla di un politico onesto e coerente, il pensiero corre a Sandro Pertini, il ragazzo di Stella che divenne il presidente più amato dagli italiani.
Il giorno in cui sei morto, ho pianto da solo in macchina. Non lo detto a nessuno ma è la verità.
— Pietro Ricci
7 aprile 2026Non era retorica quando dici che credevi nella democrazia. L'hai dimostrato coi fatti, sempre.
— Bruno Fontana
15 marzo 2026La tua immagine nel palazzo del Quirinale con la Costituzione in mano è un'icona. Non è retorica, è verità.
— Antonio Galli
24 febbraio 2026