
In memoria di
Cantautore
Irlandese
Nato/a a Pembury, Regno Unito · Deceduto/a a Dublino, Irlanda
Bastavano le prime note di una sua canzone perché si spalancasse un mondo intero: i vicoli di Londra e i pub di Dublino, le notti di Natale e i sogni infranti degli emigranti, raccontati da una voce roca e da un cuore immenso. Shane MacGowan fu il poeta sgraziato e geniale che fuse il punk con la tradizione irlandese, inventando un suono che nessuno aveva mai sentito prima.
Nato a Pembury, nel Kent, il giorno di Natale del 1957, da genitori irlandesi, crebbe tra l'Inghilterra e la campagna di Tipperary, dove imparò ad amare le ballate e i racconti della sua gente. Ragazzo brillante e inquieto, fu travolto dall'energia del punk londinese degli anni Settanta prima di trovare la sua strada unendo quell'urgenza ribelle alle radici celtiche.
Con i Pogues, la band che fondò nel 1982, diede vita a un repertorio indimenticabile. Già il primo album, Red Roses for Me (1984), annunciava quella miscela unica, ma furono Rum, Sodomy & the Lash, prodotto da Elvis Costello, e If I Should Fall from Grace with God (1988) a consacrarli: dischi che raccontavano con poesia ruvida la vita degli umili, dei marinai e degli esuli, dando dignità e voce a chi non l'aveva mai avuta. Dopo l'addio ai Pogues, MacGowan continuò a comporre con la band The Popes. Ma è soprattutto un brano a renderlo immortale: Fairytale of New York (1987), scritta con Jem Finer e cantata in duetto con Kirsty MacColl, divenuta la più amata canzone natalizia del mondo anglosassone, agrodolce e umanissima.
La vita di MacGowan fu segnata da eccessi che logorarono il suo corpo ma mai la sua tenerezza. Amatissimo dai colleghi e dal pubblico, festeggiò il suo sessantesimo compleanno con un concerto-tributo a cui parteciparono star di tutto il mondo. Dopo mesi di ricovero, si spense serenamente a Dublino il 30 novembre 2023, a sessantacinque anni, con accanto la moglie Victoria e la famiglia.
L'Irlanda lo salutò come uno dei suoi figli più amati. Shane MacGowan lascia canzoni che sanno di whisky e di nostalgia, di risate e di lacrime: la voce di chi non ha mai smesso di cantare la dignità degli ultimi e la bellezza imperfetta della vita.
Ho visto i tuoi ultimi concerti dal vivo e ho capito che stavi dicendo addio. Mi hai spezzato il cuore.
— Serena Lombardo
5 giorni faShane, hai cantato quello che altri non osavano nemmeno pensare. Sei immortale.
— Federico Barbieri
17 giorni faShane MacGowan è morto, ma le sue canzoni vivranno per sempre nel cuore di chiunque abbia orecchi per sentire.
— Daniela Grasso
29 aprile 2026