
In memoria di
Fumettista, creatore Marvel
Americana
Nato/a a New York · Deceduto/a a Los Angeles
Dietro alcuni dei supereroi più amati di sempre c'è la fantasia di un uomo solo: Stan Lee. Nato Stanley Martin Lieber il 28 dicembre 1922 a Manhattan, New York, da una famiglia di immigrati ebrei dell'Europa orientale, crebbe durante la Grande Depressione, in condizioni modeste. Fin da ragazzo coltivò la passione per la lettura e la scrittura, sognando un giorno di comporre il "grande romanzo americano".
Nel 1939, ancora adolescente, entrò come assistente alla Timely Comics, la casa editrice che negli anni sarebbe diventata la Marvel Comics. Iniziò con mansioni umili, ma presto cominciò a scrivere storie, adottando lo pseudonimo "Stan Lee". Dopo aver prestato servizio durante la Seconda guerra mondiale, tornò a lavorare nel mondo dei fumetti, attraversando anni difficili in cui il genere supereroistico sembrava in declino.
La svolta arrivò all'inizio degli anni Sessanta. Nel 1961, insieme al disegnatore Jack Kirby, creò i Fantastici Quattro, eroi imperfetti, litigiosi e profondamente umani, lontani dagli idoli infallibili del passato. Fu l'inizio di una stagione creativa straordinaria: con Kirby e con Steve Ditko diede vita a Spider-Man, l'Incredibile Hulk, gli X-Men, Iron Man, Thor, i Vendicatori, Doctor Strange e Daredevil. I suoi personaggi avevano dubbi, debolezze, problemi quotidiani, e affrontavano temi come il pregiudizio, la diversità e la responsabilità.
Lee rivoluzionò anche il rapporto con i lettori, dialogando con loro nelle pagine editoriali e costruendo un universo narrativo coerente e interconnesso. Negli anni divenne il volto pubblico della Marvel, instancabile promotore del fumetto come forma d'arte legittima. Fu sposato per oltre sessant'anni con Joan, scomparsa nel 2017.
Con l'esplosione dei film tratti dai suoi personaggi, conquistò una popolarità globale anche tra le nuove generazioni, regalando ai fan i suoi celebri camei nelle pellicole Marvel. Si spense a Los Angeles il 12 novembre 2018, a novantacinque anni. La sua eredità è immensa: Stan Lee ha dimostrato che le storie popolari potevano essere profonde e universali, e ha creato un pantheon di eroi che continua a vivere nelle pagine, sugli schermi e nell'immaginazione di milioni di persone.
Ho passato la mia infanzia leggendo i tuoi fumetti mentre mio padre mi sedeva accanto. Ora li leggo con mio figlio. La tua eredità vive in tre generazioni della mia famiglia.
— Michela Gallo
4 aprile 2026Leggendo i tuoi fumetti ho capito che la vera forza sta nell'accettare chi siamo, non nel nasconderlo.
— Marco Leone
30 marzo 2026Excelsior, Stan. Il tuo spirito continuerà a vivere in ogni fumetto, in ogni film, in ogni cuore che hai toccato.
— Lorenzo Bianco
28 marzo 2026